XXII Convegno Nazionale 3-6 agosto 2009 - Comunità del Diaconato in Italia

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XXII Convegno Nazionale 3-6 agosto 2009

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Pensieri sparsi sul Convegno
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Pensieri sparsi sul XXII Convegno Nazionale
Dal 3 al 6 agosto scorso si è tenuto a San Giovanni Rotondo il XXII Convegno Nazionale promosso dalla Comunità del diaconato in Italia il cui tema centrale è stato: “Diaconato e stati di vita: dal discernimento alla formazione”.
 

Il grazie del diacono Francesco Giglio
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Vorrei di cuore far giungere , al termine del XXII Convegno Nazionale del Co.D.I. , il mio personale ringraziamento , prima al Signore della Vita per il dono del Diaconato e per avermi concesso di fare comunione e comunità con tanti fratelli e sorelle ,  e poi a quanti , a vario titolo , hanno contribuito a rendere questi giorni intensi e pieni di spiritualità e di contenuti . Anche se forse non è più di moda dire grazie , ritengo sia doveroso riscoprire il senso ed il valore di questa piccola parola , per poter veramente far comprendere il bello dello stare insieme . Ci siamo riuniti per approfondire e meglio chiarire il senso ed il significato dell’essere oggi Diaconi nella Chiesa , nella famiglia , nella Società e nel mondo del lavoro .  Grazie a quanti ci hanno offerto stimoli e vigore per continuare il nostroservizio sull’esempio di Colui che per prima si è fatto ” Servo di tutti “  .
In continuità con il Seminario di studi organizzato dalla Commissione per il Clero e la Vita consacrata della C.E.I. , il Convegno di San Giovanni Rotondo , ha voluto dibattere ed approfondire gli  stati di vita  , il discernimento e la formazione dei Diaconi .
Il Convegno è servito anche per convocare l’Assemblea dei Soci ed effettuare le elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale .
Formulo gli auguri di buon lavoro al Presidente , riconfermato , Diac. Enzo Petrolino ed a tutti i restanti nove membri eletti . Per quanto mi riguarda , dico grazie , a chi , avendo avuto fiducia in me , mi ha votato e riconfermato nella carica di consigliere . Grazie per l’affetto mostratomi e spero , con l’aiuto di Dio , di non deludere le aspettative dei tanti che mi hanno onorato del loro consenso .
A tutti di cuore rinnovo il mio grazie e prego il Buon Dio di far scendere  su tutta la Comunità del Diaconato abbondanti grazie e benedizioni . Possa la nostra Comunità in unione con tutta la Chiesa , i nostri Padri Vescovi ed il loro Presbiterio , in una rinnovata primavera dello Spirito , essere per tutti segno di umile , proficuo e coraggioso servizio a Cristo ed ai fratelli .
 
11 agosto 2009
Festa del Diacono S. Lorenzo                          
                                                                                     Diac .  Francesco  Giglio

Da Avvenire sul Convegno
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Diaconi permamenti, un servizio formato famiglia

 DI
 GIACOMO GAMBASSI
 
  una vocazione che cresce in famiglia, con la moglie che è co-protagonista del cammino e i figli che ne condividono le tappe. E la famiglia resta un riferimento sicuro anche dopo l’ordinazione, con la vita matri­moniale che si fonde alla dimensione ministe­riale.
  Diaconi permanenti e, insieme, mariti e padri. Sta qui la «mirabile sintesi» che sperimentano ogni giorno gran parte dei 3.420 diaconi per­manenti presenti in Italia. Il 97% è sposato e il loro ministero di «servizio» viene svolto aven­do accanto la moglie e i figli. Una «spiritualità diaconale» che la famiglia fa propria e che di­venta testimonianza per la comunità cristiana. Ecco perché il 22° Convegno nazionale pro­mosso dalla «Comunità del diaconato in Italia» che si è tenuto da lunedì a ieri a San Giovanni Rotondo, nella città di Padre Pio in provincia di Foggia, ha scelto di «raccontare» questo mini­stero non soltanto attraverso gli occhi di chi l’ha ricevuto, ma anche delle mogli dei diaco­ni. A permettere di approfondire questa di­mensione il tema
 Diaconato e stati di vita: dal discernimento alla formazione
 
  trattato nella re­lazione di apertura da don Giuseppe Bellia, di­rettore della rivista «Il diaconato in Italia».
  «La moglie o più in generale la famiglia hanno un ruolo determinante nell’itinerario di di­scernimento », spiega Enzo Petrolino, diacono nella diocesi di Reggio Calabria-Bova e presi­dente della «Comunità del diaconato», ricon­fermato durante il Convegno dal nuovo consi­glio eletto mercoledì. Come aveva messo in e­È
 videnza il seminario di studi organizzato lo scorso novembre dalla Commissione episco­pale per il clero e la vita consacrata della Cei, la capacità di valutare la «storia» di una vocazio­ne e il periodo della formazione sono cruciali. Lo ha sottolineato anche il segretario generale della Cei, il vescovo Mariano Crociata, nel mes­saggio che ha inviato per il Convegno, in cui ha richiamato la «necessità di una formazione ca­pillare per il diacono capace di orientarsi nelle nuove provocazioni e nelle sfide che la società attuale pone sotto il profilo culturale e educa­tivo ». Un tema ripreso dal vescovo di Lodi, Giu­seppe Merisi, presidente di Caritas italiana, che nella sua relazione sulla formazione dei diaco­ni alla scuola della carità ha spiegato come es­si siano chiamati a «prepararsi e agire in ter­mini di amore e di dedizione» e a «vivere per pri­mi nella povertà evangelica e nella sobrietà».
  Nella vita di molti partecipanti all’incontro, il ministero diaconale si lega con la ministeria­lità matrimoniale, ha chiarito Andrea Grillo, do­cente di sacramentaria al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Da qui la scelta di guardare al punto di vista femminile partendo dalla «spe­cificità della donna – soprattutto della sposa
 del diacono – che è in grado di promuovere re­lazioni forti in una società dai legami liquidi», ha spiegato il diacono Tonino Cantelmi, presi­dente dell’Associazione italiana psicologi e psi­chiatri cattolici. Quattro le testimonianze di e­sperienze familiari diaconali. Per Anna Duran­do, moglie del diacono torinese Giorgio Aga­gliati, nel periodo di formazione del marito e su­bito dopo l’ordinazione, è importante per il dia­cono avere accanto spose capaci di condivide­re il cammino e accompagnare i primi passi nella nuova dimensione di vita. Anche Laura Corradini ha ripercorso l’itinerario di discerni­mento vocazionale del marito Paolo. Un per­corso che, ha detto, «ci ha portato a scoprire come il matrimonio possa essere inserito nel ministero diaconale». Interessante la scom­messa lanciata da Montserrat Martinez, mo­glie di Aurelio Ortin, diacono di Barcellona da 27 anni, che ha ideato una rete internazionale di collegamento via email tra le spose di diaconi. Ha svolto una ricerca sul vissuto «diaconale» Marie-Françoise Maincent-Hanquez, docente universitaria di Lille in Francia come il marito, il diacono Patrice, da cui è emerso come la per­cezione dell’importanza della sposa nella vita ministeriale sia molto elevata per i diaconi, mentre lo sia di meno nell’autopercezione del­le
 mogli.
 Il Convegno si è snodato in un cammino am­pio che ha toccato fra l’altro la «diaconia di Pa­dre Pio» con la riflessione dell’arcivescovo di Lecce, Domenico D’Ambrosio, e la «spiritua­lità biblica del ministero diaconale» con la me­ditazione di padre Raniero Cantalamessa, pre­dicatore della Casa Pontificia.
 
 Il ruolo di mogli e figli al centro del 22° Convegno nazionale che si è chiuso ieri. Le riflessioni di Crociata, Merisi, D’Ambrosio, Cantelmi, Grillo, Petrolino.
  E le testimonianze delle spose

Gesù il primo diacono
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Una suggestione
          Ho preso parte al Convegno insieme ad alcuni fratelli diaconi della mia diocesi (Gaeta). Tutti abbiamo partecipato insieme alle nostre spose.
          Aver centrato il Convegno sul
 
dialogo tra ministerialità matrimoniale e ministero diaconale
, credo, che sia stata una scelta molto interessante. I lavori del convegno, le testimonianze ed esperienze familiari diaconali presentate nella tavola rotonda di mercoledì pomeriggio 5 agosto sono state molto illuminanti. Gettare uno sguardo oltre i confini nazionali, cercare di scrutare cosa sta accando in Europa su questo versante anima la nostra riflessione e permette di aprire finestre su scenari inesplorati. Molto interessante la costituzione di una rete delle spose.
          Desidero, però, in questo contesto sottolineare anche la suggestione di
 
Padre Raniero Cantalamessa
 
che ha parlato di
 
Gesù, come primo diacono
 
(Mc 10, 41-45; Mt 20, 24-28; vedi anche in Giovanni la Lavanda dei piedi: “Vi ho dato l’esempio, perchè come ho fatto io, facciate anche voi” Gv 13,15). Molto interessante è stato riscoprire che il Servo (della traduzione CEI) corrisponde al Diacono (dell’originale testo greco). Questo passaggio mi è sembrato illuminante per fare chiarezza sul ministero diaconale. Inviterei i teologi, lo faccio con umiltà e tono dimesso, a ripartire da qui, per delineare il ministero del diacono. Dice, infatti, Gesù:
 
“Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore, e chi vuole essere primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.
 
Al posto del “servitore” leggiamo “diacono” restando così fedeli al testo greco.
           Ed è così che la diaconia, la condizione servile si fa segno di grandezza. Gesù cambia la realtà. La sua è una Parola che rivoluziona le categorie umane. Gesù si rivolge a tutti ma i diaconi sono chiamati, forse più di tutti, a mettere in pratica in maniera speciale ciò che Lui propone. Il diacono diventa così colui il quale ripropone il Cristo Servo.
           Grande…veramente grande.
                                                Vincenzo Testa (diacono)

XXII Convegno Nazionale dei Diaconi
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Il 6 agosto 2009 si è concluso a San Giovanni Rotondo il XXII Convegno Nazionale dei Diaconi. E’ stato un vero evento di grazia che il Signore ci ha permesso di vivere in un’atmosfera di amicizia e fraternità.
Desidero condividere con voi alcune immagini dell’evento proponendovi di guardare ed ascoltare un
 
video 
che ho postato su youtube. Inoltre l’amico diaconi Maurizio ha creato su facebook un gruppo
 
XXII Convegno Nazionale dei Diaconi 
che permette di tenerci in contatto ma che propone anche foto da condividere.
Inoltre in questo sito è stata creata un’area dedicata al Convegno e aperta al contributo di tutti.
 
Chi c’era (ma anche chiunque lo desidera) è invitato a scrivere riflessioni, impressioni, opinioni e considerazioni. Il tutto sarà pubblicato su questo sito
(sezione “Dibattito diaconato” categoria “XXII Convegno Nazionale dei Diaconi“).
Per chi non c’era e vuole proporre quesiti e o desidera avere chiarimenti potrà accedere al blog 
http://diaconi.blogspot.com
 
 dove è stato postato una news che permette questa possibilità
Grazie per l’attenzione e buon cammino a tutti. Vincenzo Testa (diacono)























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