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XVI Domenica del Tempo Ordinario

Il Mio Contributo > 2009
XVI Domenica del Tempo Ordinario
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RIFLESSIONI SULLA XVI DOMENICA ORDINARIA DELL’ANNO B
Gesù continuamente ci ricorda che per divenire Suoi fratelli e sorelle dobbiamo essere “
coloro che ascoltano la Sua Parola e la mettono in pratica ”
. Questo invito diventa autentico solo quando si traduce in “
obbedienza e operatività
” . Sull’esempio dei Profeti siamo chiamati ad unire la Parola di Dio alla nostra vita e vivere con fede e rettitudine , coniugando il nostro culto con l’impegno nella Chiesa e nel sociale . Matteo , nel discorso della montagna (7,21) , riportando
le parole di Gesù , ci ricorda che ” non chi dice : Signore , Signore ! entrerà nel Regno dei cieli , ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli ” . Questo richiamo riguarda in modo particolare noi “ordinati ” quando , non fedeli all’ascolto della Parola e non in sintonia ed obbedienti ad Essa , pensiamo di essere ” giusti e fedeli , spiegando le Scritture senza farLe divenire realtà viva e praticata ” .
Rischiamo di essere simile a quel popolo richiamato da Isaia , che si avvicinava a Dio solo a parole e lo invocava con le labbra , mentre il suo cuore era lontano .
Oggi , Gesù ci invita a fare comunione e comunità ed a stringerci intorno a Lui per godere della Sua presenza ; ascoltare i Suoi insegnamenti e trovare il tempo per la preghiera personale .
Se non facciamo gruppo non possiamo nemmeno commuoverci e comprendere i bisogni dei nostri fratelli e quindi rischiamo che la nostra Fede diventi inoperosa e priva di carità . Ecco perchè è necessario che noi Diaconi diventiamo segno di comunione . La nostra vita , se inserita nella Comunità familiare , parrocchiale , diocesana e diaconale , ci fa comprendere il senso autentico dello stare insieme e così poter dire : ” il Signore è il mio Pastore : non manco di nulla ” .
Da soli , soffriamo di solitudine , siamo spaventati , isolati , malinconici ed il nostro cuore è pieno di angoscie e di paure . Solo Dio Figlio , può farci sperimentare che, come Lui, è bello essere un corpo solo ed un’anima sola con Dio Padre e Dio Spirito Santo e ,con Lui ed i fratelli ,soffrire , sperare ,gioire , compatire .
L’Eucarestia che celebriamo intorno alla Mensa deve essere una esplosione di gioia , un inno di ringraziamento , un canto di lode , un’affidarsi a Cristo “Buon Pastore ” ed avere e trasmettere la certezza che Egli è sempre con noi , ci precede nel nostro cammino e ci accompagna lungo le strade che percorriamo in questo pellegrinaggio terreno .
Insieme ed uniti dobbiamo essere Profeti di ricostruzione ed il nostro annunzio, anche se non privo di denunce e critiche, deve avere il solo scopo di esercitare il diritto e la giustizia . Questo è il piano di Dio realizzato da Cristo che , con la Sua morte in croce e la Sua resurrezione , ha riconciliato tutti gli uomini tra loro e con Dio , radunandoli in un solo gregge .
Gesù ci invita , dopo aver con Lui e per Lui operato , ad un momento di riposo e di intimità sempre con Lui , mettendoLo al centro della nostra vita e riconoscendoLo Maestro e Pastore divenendo operatori di concordia , di pace e di unità .
Facciamo delle nostre assemblee l’insieme di fratelli e sorelle che cercano e accolgono con gioia Gesù come guida per la nostra vita .
Facciamo diventare le nostre comunità ” Eucarestia ” cioè ” dono di Fede e Ringraziamento ” per l’immenso amore ricevuto .
Facciamo della nostra vita ” una lezione vivente della Parola di Dio”.
Con umiltà e fiducia imploriamo la misericordia di Dio, affinchè purifichi il nostro cuore , accresca la nostra Fede , rinvigorisca il nostro impegno e rinn
ovi la nostra vita .
Diac.
Francesco Giglio
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