Viaggio nel cuore della famiglia - Comunità del Diaconato in Italia

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Viaggio nel cuore della famiglia

Il Mio Contributo > 2008
Viaggio nel cuore della famiglia
Posted on by admin
di Francesca Maria e Vincenzo TESTA
Il tema del “viaggio” è senz’altro uno dei più forti emotivamente. I viaggi più belli e interessanti, checché se ne dica, sono quelli che ciascuno fa dentro di se e che sostengono i desideri di futuro che vivono nel profondo.
Realizzare un “viaggio” nel cuore della famiglia in questo tempo è, quindi, un’avventura affascinante e che tocca l’emozione di chi crede che questa istituzione naturale è il cuore vero e vitale che sostiene la società umana.
Più volte il Santo Padre ha richiamato l’esigenza di dare fiducia e forza alla famiglia ed è bello constatare che sulla stessa lunghezza d’onda si sono collocati tanti laici che nella famiglia vedono, appunto, il nucleo centrale di una società dove la sussidiarietà e la solidarietà istituzionale si sposano per dare corpo e ragione ad un modello in grado di autosostenersi.
Crediamo che la famiglia sia oggi, forse anche più di ieri, il vero ed essenziale modello da incentivare per affrontare le emergenze quotidiane di questo tempo. Un tempo che nella sua complessità esige un sistema di sostegno che non si può affrontare con i vecchi sistemi dell’assistenzialismo statale ma che deve diventare sempre più virtuoso recuperando un sistema di relazioni che nel passato ha sostenuto la società.
Non si tratta di un ritorno al passato tout cuor ma di una reinterpretazione di un modello nel quale la famiglia intesa non solo come piccolo nucleo ma come dimensione più larga fatta, cioè, di parenti (genitori, fratelli, cugini) che sanno costituirsi in sistema di sostegno reciproco.
Accanto a questo modello se ne possono affiancare altri che l’attuale società ci permette di leggere nel quotidiano fatto di associazioni, movimenti, gruppi e organizzazioni del privato sociale che si organizzano per dar vita ad un sistema di rete la cui azione integra l’azione sociale che lo Stato e, comunque, chiamato a svolgere. In questo ambito, l’azione della comunità cristiana è chiamata ad una presenza che deve farsi storia nella vita ordinaria e non come azione di supplenza ma come azione concreta dell’essere espressione della Chiesa. Si tratta di una presenza che non vuole, non può e non deve più essere assistenza fine a se stessa ma vera azione di carità e, quindi, di amore per l’uomo.
La famiglia cristiana è, quindi, chiamata a mettersi in gioco in maniera vera e concreta per “rendere ragione” della fede che esprime e manifesta a parole. In questo quadro è possibile dar vita in contesti sociali omogenei che possono o meno coincidere con le storiche parrocchia a vere e proprie organizzazioni che messe in rete svolgono questa azione virtuosa mostrando il volto di una carità-amore che è presenza dell’invisibile nella concretezza della storia.
Oggi il Signore ha bisogno dei nostri occhi per guardare, del nostro pensare per progettare e programmare, delle nostre mani per poter agire. Senza tutto questo rischiamo di rendere l’invisibile irraggiungibile. Si tratta di una responsabilità che l’uomo e la famiglia, comunità naturale di uomini e donne, non possono consentire. Il nostro Dio, il Dio della Speranza, il Dio della Misericordia e dell’Amore ci chiede di essere i suoi occhi, i suoi orecchi, la sua voce e le sue mani perché la famiglia, anzi, le famiglie tutte possano veramente toccarlo, vederlo, sentirlo e ascoltarlo.
Il primo viaggio, allora, che siamo chiamati a fare è quello tra le famiglie che ci vivono a fianco, tra quelle dei nostri parenti e amici, tra quelle della nostra parrocchia, del nostro quartiere. Siamo certi che sarà un bel viaggio nel quale avremo la possibilità di prestarci al Signore per essere uno strumento nelle sue mani e mostrare, finalmente, l’invisibile a chi non vede e, quindi, non crede. E’ una missione, come dicevamo all’inizio, affascinante e di grande emozione perché ci potrà coinvolgere in profondità facendoci assaporare il gusto dell’amore donato a piene mani. Sarà un dono che il Signore avrà modo di apprezzare rendendocene il giusto “merito” nei modi, e con i tempi che Lui vorrà.
Mettersi in gioco, ciascuno per come può e dove può, è la grande emergenza di questo tempo e al quale siamo tutti chiamati a partecipare per essere protagonisti del nostro tempo e tasselli positivi di un mosaico nel quale l’amore cristiano si rende visibile e tutti. Carissime famiglie usciamo dalle nostre case per costruire, insieme, un nuovo mondo a modello di famiglia “cristiana”.
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