Una prima cronaca in poche battute - Comunità del Diaconato in Italia

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Una prima cronaca in poche battute

Diaconato > Dibattito diaconato > Seminario 17 - 19 novembre 2008 Ciampino
Una prima cronaca in poche battute
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 Sarà Mons. Italo Castellani, Presidente della Commissione Episcopale per il Clero e la Vita Consacrata, a proporre una assemblea-convegno per i diaconi italiani. E’ questo uno degli impegni con i quali si è concluso a Sassone – Ciampino il seminario tenutosi dal 17 al 19 novembre scorso e dedicato ai diaconi permanenti nella chiesa italiana di oggi sul tema “Criteri di discernimento e itinerari di formazione”. Il seminario che è stato organizzato a distanza di otto anni dall’ultimo è un forte segnale di attenzione per uno dei tre gradi dell’ordine ed è stato l’occasione per fare una fotografia di questa realtà della chiesa italiana che è una delle novità del Concilio Vaticano II.
Il seminario ha permesso una maggiore conoscenza dei diaconato sotto il profilo dei criteri di discernimento e circa gli itinerari di formazione. Per la nostra diocesi hanno partecipato don Antonio Cairo, delegato vescovile per il diaconato e il diacono Vincenzo Testa. Nel corso dei lavori è stato possibile condividere quanto è stato finora in Italia e si è cercato anche con l’aiuto di alcune teologi di verificare l’esistenza di una “base comune” di strumenti e di mete educative che formano una piattaforma di progressiva unitarietà dei criteri di discernimento e degli itinerari di formazione. Di grande interesse sono stati gli interventi del teologo Giovanni Rota che ha tracciato un itinerario tra i documenti delle congregazioni per l’educazione cattolica e quello del clero. A questa riflessione ha fatto eco quella del teologo Dario Vitali che ha proposto una lettura dei documenti del concilio vaticano II. A tracciare le conclusioni è stato chiamato Mons. Renato Corti, vescovo di Novara che dopo aver evidenziato le relazioni teologiche di Giovanni Rota, Dario Vitali e Alphonse Borras, vicario generale di Liegi che ha permesso di guardare alle esperienze francesi e tedesche, ha offerto indicazioni circa il discernimento e la formazione. A questo proposito ha invitato ad un approfondimento dei documenti e ad una maggiore comunicazione di esperienze e guardare verso in convegno nazionale dei diaconi. Ha, quindi, proposto di portare la riflessione sul diaconato nei presbiteri e nei consigli pastorali diocesani. Si è poi soffermato sul discernimento: durata, modo di attuarlo e persone coinvolte. Ha insistito sulla formazione nei suoi quattro ambiti: spirituale, umana, teologica e pastorale. Ha proseguito gettando uno sguardo al futuro dei diaconi che deve essere di testimonianza e missionario. Infine ha chiesto ai diaconi di aiutare la Chiesa a vedere Cristo nei poveri. Su questa scia ha insistito Mons. Strofaldi, vescovo di Ischia, il quale ha promesso che la Commissione “esaminerà i contributi di questo seminario. Le cose emerse –ha detto- meritano attenzione ma tutto deve poggiare sulla Parola di Dio che dobbiamo scrutare e scavare per indicare criteri e itinerari”. Al convegno è intervenuto a più riprese Enzo Petrolino, presidente della Comunità dei diaconi in Italia, il quale ha sottolineato l’importanza di questo seminario, “un evento” dopo otto anni dall’ultimo, che ha fatto emergere l’esigenza di creare un coordinamento e un osservatorio sul diaconato in Italia.
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