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Una Chiesa tutta ministeriale: I Laici nel mondo e nella Chiesa

Il Mio Contributo > 2011
Una Chiesa tutta ministeriale: I Laici nel mondo e nella Chiesa
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Una  Chiesa  tutta  ministeriale  :  I  Laici  nel  mondo  e  nella  Chiesa.
Uno dei tanti meriti del Concilio Vaticano II è stato senza dubbio la riscoperta del ruolo dei laici nell’ambito della Chiesa.
Quando si parla di 
” Laici “
 si intendono tutti i fedeli (eccetto i consacrati e coloro che hanno ricevuto l’Ordine Sacro ) che dopo essere stati incorporati a Cristo nel Battesimo e costituiti
” Popolo di Dio ” , compiono nella Chiesa e nel mondo la missione specifica del Popolo di Dio.
Il Concilio , più che badare alla Chiesa clericale , con tutto il giuridicismo che affiora nelle funzioni di autorità e di sudditanza , considera la Chiesa nell’aspetto totale di Popolo incamminato nella universale vocazione alla santità . In questa comunità ecclesiale carismatica , le mansioni ,sono ordinate più secondo il mistero della carità , che non secondo la dicotomia del comando e dell’obbedienza.
La Chiesa nel Concilio ha trascurato il superfluo , riscoprendo meglio la Sua autentica natura di
 
” mistero “
 , per meglio adempiere la Sua missione salvifica nel mondo moderno.
Per l’approfondita coscienza di essere 
Corpo di Cristo 
, essa percepisce di potersi inserire attivamente nel pluralismo ideologico contemporaneo , stabilendo un dialogo proficuo con i popoli ; si è sentita maggiormente orientata a donarsi al compito di evangelizzazione e di salvezza , che il Cristo le ha affidato.
La 
Chiesa
 è il 
Popolo di Dio ,
 scelto e chiamato dal mezzo del mondo per opera di Cristo . 
L’idea di Popolo di Dio introduce nella realtà ecclesiale qualche cosa di dinamico . Questo Popolo ha una vita che continuamente si snoda e si evolve ; esso è in cammino verso un termine fissato da Dio . Eletto e formato da Dio , mediante la Rivelazione e i Sacramenti , il Popolo di Dio è nel mondo come il segno del Salvatore ; è come il Sacramento della salvezza offerta a tutti gli uomini.
Al pari del clero e dei religiosi , anche i laici  entrano a far parte del Popolo di Dio .
La Chiesa intera si costituisce in una unica comunità , che vive nell’intimità di Cristo , integralmente orientata verso l’amore del Padre.
 
Tuttavia , nel Popolo di Dio non esiste una presenza universale indifferenziata dei membri . I laici ( ad esempio ) costituiscono il Popolo di Dio in aspetti e modalità del tutto proprie ; vi esplicano mansioni particolari e caratteristiche .
Nei nostri tempi si è avuto la riscoperta teorica e pratica della insostituibile funzione dei laici nella Chiesa . Da tutti si avverte la necessità di approfondire la missione del laicato e di farne prendere coscienza alla comunità dei fedeli . Il Concilio ha recato un grande contributo alla precisazione del compito cristiano ed ecclesiale dei laici.
Il concetto di laico può essere delineato in un duplice modo
.
1) Dal lato giuridico-canonico il concetto di laico viene riportato a quello di chierico e di religioso . Un concetto negativo , in quanto si limita ad indicare che il laico non è nè sacerdote , nè religioso . Il laico si distingue dal sacerdote , giacchè non è persona destinata e consacrata ad un ministero pastorale ; si distingue dal religioso , giacchè non sacrifica nè estromette dalla sua vita le realtà profane , ma le usa con spirito caritativo interiore.
2) Dal lato teologico , invece , si cerca di definire il laico non per ciò che non è nella Chiesa , ma per la sua posizione e missione in essa ; lo si rappresenta non come un tollerato , ma come un autentico membro del Popolo di Dio , che permane inserito nella vita del mondo .
Il Concilio preferisce il significato positivo teologico di laicato , anche per poter poi trarre e dedurre la natura ecclesiale della sua missione , ed  indicarne con sicurezza i doveri spirituali ed apostolici fondamentali . 
” Con il nome di Laici si intendono … tutti i fedeli , che , dopo essere stati incorporati a Cristo col Battesimo e costituiti Popolo di Dio e , nella loro misura , resi partecipi dell’ufficio sacerdotale , profetico e regale di Cristo , per la loro parte compiono nella Chiesa e nel mondo , la missione propria di tutto il popolo cristiano “
 (Cost. Lumen Gentium  – cap. IV,n° 31 )
 .
In questa nozione di laico si notano due elementi essenziali .
1) 
Il primo aspetto che caratterizza il laico è la sua 
” ecclesialità ” 
 ;  è membro della Chiesa . Ogni stato cristiano si inquadra entro la visione ecclesiologica . E poichè l’appartenenza alla Chiesa comporta una partecipazione all’essere e alla missione di Cristo , lo stato ecclesiale del laico si traduce e si esprime nella dimensione cristologica .
I cammini di vita e gli stati nella Chiesa altro non possono essere che modi di seguire Cristo .
Mediante il Battesimo il laico è divenuto membro dell’unico Popolo di Dio , la cui nota spirituale è 
” essere e crescere in Cristo “
 ( 1 Cor. 12,4 )
 .
2) 
Il secondo elemento che caratterizza la nozione di laico è il fatto che esso è chiamato a vivere la sua ecclesialità in modo secolare ; è inserito personalmente e socialmente nella vita profana ; espleta la sua missione cristiana fra le realtà terrene . Essere laici nella Chiesa significa ” far parte della missione di Dio nel mondo ” .
Posti nelle condizioni ordinarie della vita familiare e sociale , implicati in tutti gli affari del mondo , essi devono trattare le cose temporali e ordinarle secondo Dio ; devono impregnarle di spirito caritativo . 
” Ivi sono da Dio chiamati a contribuire , quasi dall’interno a modo di fermento , alla santificazione del mondo mediante l’esercizio del proprio ufficio e sotto la guida dello spirito evangelico , e , in questo modo , a manifestare Cristo agli altri , principalmente con la testimonianza della loro stessa vita , e con il fulgore della loro fede , della speranza e carità “
( 
Lumen Gentium IV,31
) .
Se la nota di ecclesialità il laico la vive in comune col sacerdote e con il religioso , quella di secolarità gli è propria e specifica e tuttavia , non in modo esclusivo . Difatti la missione del laico è determinata dai Sacramenti del Battesimo e della Cresima o Confermazione , Sacramenti che stanno a fondamento dello stesso Ordine sacerdotale .
E’ opportuno parlare di accentuazione di aspetti presso il laico più che di mansioni esclusive .
Certo che prete e monaco , quando si donano ad una attività profana , dovrebbero ricordarsi che pubblicamente questa esige una testimonianza di tipo laicale .
Lo stato del laicato è così inquadrato entro la visione ecclesiologica ; esso è un riflesso ed insieme aspetto integrante della perfezione della Chiesa , ancora peregrinante ” fra le varietà mondane ” . Sarebbe erroneo identificare la condizione del laico con la relazione ad extra della Chiesa verso il mondo temporale ; come se egli fosse un ponte tra la Chiesa ed il mondo .
I Laici sono la Chiesa nel mondo
.
Per la loro opera la Chiesa non viene posta di fronte al mondo , ma è intimamente presente in esso . Per lo stato secolare la Chiesa rimane nel mondo ed è vincolata alla sua sorte ; la sua missione pasquale è innestata nella realtà dell’incarnazione .
La missione e la santità del laicato costituiscono anche una parte dell’aspetto visibile della Chiesa.
I laici , quindi , sono membri di una comunità ecclesiale organizzata , con propria gerarchia e mansioni differenti . I laici godono della dignità del Popolo di Dio , la quale e fondamentalmente unica per tutti i membri del Corpo mistico . Non solo non hanno significato in Cristo e nella Chiesa la stirpe o nazione , la condizione sociale o il sesso , ma le stesse differenti mansioni ecclesiali sono donate per una identica missione apostolica . 
” Vige fra tutti una vera uguaglianza riguardo alla dignità e all’azione comune a tutti i fedeli nell’edificare il Corpo di Cristo ” 
(
 Lumen Gemtium IV,32
 ) .
 
Se tutti i membri della Chiesa sono chiamati ad una identica missione missionaria , è perchè essi possiedono in comune la medesima vita in Cristo . Anche quelli che nella Chiesa svolgono il ministero pastorale e vi esprimono un potere di comando sono , al pari dei laici , incorporati nel Corpo mistico ; sono rigenerati nello stesso Battesimo ; conoscono un solo Signore nella medesima fede ; hanno per fratello Cristo ; sono partecipi dell’unica carità ; in comune hanno la vocazione alla santità .
Il laico deve saper meditare sulla propria dignità nella Chiesa ; essa è insieme una vocazione ed un impegno . Non deve impigrirsi in uno stato passivo , perchè sa di non essere nè religioso nè sacerdote . Egli deve vedersi presente in Cristo e nella Chiesa ; avere responsabilmente coscienza di partecipare della dignità sacerdotale , profetica e regale di Cristo . 
” Così nella varietà tutti danno testimonianza della mirabile unità nel Corpo di Cristo ; poichè la stessa diversità di grazie , di ministeri e di operazioni raccoglie in un sol corpo i figli di Dio , dato che – tutte queste cose opera un unico e medesimo Spirito -“
  ( 1 Cor. 12,11 – Lumen Gentium IV,32 ) 
.
Tutti i membri della Chiesa , secondo le possibilità della personale situazione , sono chiamati a concorrere all’incremento della Chiesa e alla Sua continua ascesa alla santità . Pure i laici devono sentirsi impegnati in modo costante e generoso alla diffusione del Regno di Dio .
 
Il fondamento primo della missione apostolica del laico non sta nella scarsità del clero o nell’impossibilità per il sacerdote di penetrare in alcune strutture temporali ; esso si radica nello stesso essere laico , qual’è plasmato dai Sacramenti . I Sacramenti sono le sorgenti del diritto-dovere dell’apostolato entro la Chiesa , giacchè essi stanno alla base di un ordine ontologico (grazia) e del dinamico-operativo (verità infuse) . Attraverso i Sacramenti il Signore chiama il laico ad una missione apostolica ; ne impegna una risposta responsabile mediante il dono della grazia.
Mediante il Sacramento del Battesimo il laico è inserito vitalmente nella Chiesa ; viene incorporato nel Corpo mistico . Il battezzato , per carattere e grazia ricevuti , è consacrato all’edificazione e alla crescita del Corpo integrale di Cristo .
La consacrazione battesimale si diffonde su tutta la vita del laico , ma in modo generico . Sono necessari gli altri Sacramenti , che santificano determinati settori della vita , impegnando i cristiani in questi settori ad un apostolato più profondo e specifico ; Sacramenti che completano e sviluppano il Battesimo , esplicitandone la fondamentale e generale deputazione all’apostolato .
E’ necessario schiarire la coscienza dei laici , affinchè conoscano ed apprezzino la dignità-missione a cui sono stati elevati . Sviluppando in se stessi la pienezza ecclesiale , sapranno rivelare la Chiesa nel loro impegno temporale ; approfondendo il loro 
” essere Chiesa “
 e la loro vita in Cristo , consentiranno all’estraneo ( ateo , agnostico o tiepido ) di incontrare in loro la Chiesa di Cristo . L’incontro tra Chiesa e mondo avviene nel cuore e nel gesto del laicato o non avviene proprio.
Molte volte l’attività dei laici condiziona la stessa attività della Chiesa .
La peculiarità del laico è la testimonianza di una vita cristiana fondata sul Vangelo . Un compito questo quanto mai impegnativo nella situazione di cambiamento in cui versa l’attuale società .
L’impegno consiste nel mantenere vivi alcuni valori ( la vita , l’uomo , la religione , la morale , la famiglia , ecc… ) in una società che inculca nelle persone non la gioia di vivere , la pace , ma la nausea ed il pessimismo , la stanchezza e la violenza , la depressione .
La Chiesa pone molta fiducia nei laici , perchè -afferma papa Paolo VI- , il loro apostolato 
” assicura una presenza , una testimonianza qualificata ed efficace della Chiesa in seno al mondo contemporaneo .(…) il campo è immenso : è tutto l’ordine temporale che bisogna contribuire a rinnovare nel senso voluto dal Creatore e dal Salvatore .(…) Le attese del mondo sono multiple : provatevi a fare l’inventario in questi giorni . E’ certamente interessante analizzare i bisogni umani che ciascuno scopre . Ogni laico cristiano ha un ruolo difficile , ma anche magnifico da compiere . L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che non i maestri , o se ascolta i maestri , è perchè sono dei testimoni . E’ vostro onore essere testimoni di Cristo  , nel cuore delle attività secolari . Ma in un mondo sovente lontano dalla Fede , questa testimonianza di tutta la vita è esigente . Essa suppone che voi alimentiate senza sosta la vostra convinzione ed il vostro zelo alle sorgenti della Fede e della Grazia : dall’ascolto della Parola di Dio , nella preghiera e con i Sacramenti , in una costante revisione di vita . Dalla vostra intera fedeltà dipende la qualità del lievito che voi siete chiamati ad inserire nella pasta del mondo .
Infine la vostra testimonianza prende posto nella comunione della Chiesa nel dialogo sincero , nell’adesione fiduciosa , nella vera collaborazione con i vostri Vescovi ed i sacerdoti . Nella Chiesa vi è diversità di ministeri , ma unità di missione ; vi è diversità di doni , di necessità , di metodi e di settori da evangelizzare , ma uno solo è lo Spirito che agisce in tutti , per la gloria di Dio e la santificazione degli uomini “.
I laici che hanno scoperto il loro giusto posto nella Chiesa vogliono viverlo in pienezza . Di conseguenza , la loro risposta al riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa è una rivitalizzazione dei gruppi già esistenti e la nascita di altri .
Nell’enciclica ” Redemptor Hominis ” del papa Giovanni Paolo II c’è scritto , parlando di collegialità e apostolato , che anche 
” tra i laici si sta diffondendo uno spirito di collaborazione e di corresponsabilità , confermando non soltanto le organizzazioni dell’apostolato laicale già esistenti , ma creandone delle nuove , aventi un profilo diverso ed una dinamica eccezionale . I laici -continua il papa- consapevoli della loro responsabilità dinanzi alla Chiesa , si sono impegnati volentieri nella collaborazione con i Pastori , con i rappresentanti degli Istituti di vita consacrata , nell’ambito dei Sinodi diocesani o dei Consigli Pastorali nelle parrocchie e nelle diocesi “
(Redemptor Hominis n° 59)
 .
L’appello più evidente e sicuro è che Cristo chiama ogni uomo alla cooperazione ed alla edificazione del Regno . Di conseguenza dovrebbe nascere nei laici la volontà di scoprire il loro giusto posto nella Chiesa e di vivere questa scoperta nella pienezza della Fede , e nella convinzione che più si è penetrati di spirito evangelico più si potrà contribuire all’opera della salvezza iniziata da Cristo .
Oggi un numero , sempre più grande di battezzati sta prendendo coscienza di questa responsabilità totale e continua della propria capacità di servire nella Chiesa e di inserirsi , come segno d’amore e come fermento evangelico  , nel mondo .
La creatività della Chiesa primitiva , fedele a Cristo nelle comunità vive , è davvero in sintonia con le esigenze ed i desideri dei nostri tempi , infatti è segno positivo il sorgere di nuovi ministeri nella Chiesa .
Poichè la parola spesso non è chiara nel suo significato autentico , è il caso di precisare che 
ogni ministero è servizio 
; 
ma che non ogni servizio ecclesiale è ministero
 .
Il servizio intende le varie opere o iniziative di singoli o di gruppi prestate in particolari o momentanee situazioni ; mentre il ministero è un fatto duraturo riconosciuto dal Vescovo.
Questi ministeri istituiti , rispondendo alle necessità della Chiesa , vengono conferiti dal Vescovo mediante nomina e spesso con particolare rito liturgico .
Il primo ministero oggi importante nella Chiesa è quello del ” 
catechista
 ” quale punto di partenza per la costituzione di una Chiesa tutta ministeriale e non di servizio .
Spetta al catechista approfondire la propria Fede per poi esserne annunziatore con la parola e con la vita . 
E’ grande la responsabilità di questi laici uomini e donne ,che si assumono l’impegno di iniziare i fanciulli all’incontro con il Cristo , il Vangelo e la Chiesa .
Intorno a loro dovrebbe essere polarizzata l’attenzione di tutta la comunità , affinchè con la preghiera ed il sostegno morale , i catechisti abbiano sempre la volontà e la capacità di crescere ed educare gli altri alla Fede della Chiesa .
Nel 1971 nel III Sinodo dei Vescovi si ribadiva la necessità della rinascita dei ” 
Ministeri laicali 
” e con il motu prorpio 
Ministeria quaedam 
” di Paolo VI ( del 15/08/1972 ) venivano istituiti due ministeri : il 
Lettorato 
e l’
Accolitato 
.
Nel 1973 furono infine istituiti i 
Ministri straordinari dell’Eucarestia 
( in seguito definiti 
Ministri Straordinari della 
Comunione
) , per la sola distribuzione della Santa Comunione , a cui possono accedere uomini e donne .
Nasceva così il senso della ministerialità laica che partendo dalla figura del catechista arriva ad essere un vero e proprio “M
inistero ordinato 
” nella figura del ” 
Diacono ” 
.
Per raggiungere il quindi il Diaconato è necessario intraprendere un cammino di formazione che ha come finalità quella di acquisire una specifica formazione spirituale , dottrinale e pastorale .
Come l’annuncio della Fede che dal Vescovo passa al Presbitero e da questi al catechista , così la proclamazione della Parola di Dio , ma non il Vangelo , nell’assemblea liturgica spetta al Lettore nella sua qualità di ” ministro istituito ” . Questo ministero segna il gesto concreto di quanti vogliono impegnarsi , oltre che nelle celebrazioni liturgiche , anche nell’organizzazione evangelizzatrice e catechistica .
Dopo il Lettorato , si accede all’Accolitato .
E’ compito dell’Accolito curare il servizio all’altare , aiutare il Diacono ed il Sacerdote nelle azioni liturgiche , animando la comunità e curandone la formazione liturgica e biblica . Tutto il suo ministero ,però , deve essere circondato da un’ardente pietà eucaristica ed un sincero amore per il Corpo di Cristo , il popolo di Dio , i deboli ed i malati .
Si concretizza così la figura del Diacono , il quale risulta essere il laico convinto che partendo dalla scelta del suo posto nella Chiesa , ha scoperto attraverso il passaggio da catechista ad Accolito , il senso del ministero ordinato .
Il ministero del Diacono , è il primo gradino dell’Ordine Sacro , che dopo aver svolto un ruolo importantissimo nella Chiesa primitiva , oggi ritorna , più che mai attuale , come 
” Ministero permanente
 ” dopo il Concilio Vaticano II .
Al Diacono , il Vescovo , impone le mani ” 
non per il sacerdozio , ma per il ministero
 ” .
In virtù dell’ordinazione , spetta al Diacono amministrare il Battesimo , conservare e distribuire l’Eucarestia , assistere e benedire il Matrimonio , portare il Viatico ai moribondi , leggere la Sacra Scrittura , istruire ed esortare il Popolo di Dio ,  presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli ,  amministrare i sacramentali , presiedere al rito funebre e della sepoltura .
Con questi ministeri , si è riallacciata la catena del Popolo di Dio che vede tutti ,Papa , Vescovi , Presbiteri e Laici uniti nel comune sforzo di edificare il Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa .
Tuttavia bisogna stare attenti a non creare confusioni di ruoli , di carismi e di ministeri .
Tutto nella Chiesa deve essere ordinato per l’annunzio del Regno e per la salvezza dell’uomo .
Il vertice di tutto resta il ” 
Sacerdozio ”  
ed i laici anche usando di tutti i 
ministeri ordinati e non
  , debbono sempre alimentare nel Popolo di Dio l’esigenza e la necessità di far nascere vocazioni sacerdotali , altrimenti il Corpo di Cristo rischia di rimane incompleto .
La Fede cristiana è essenzialmente obbedienza alla “
 regola della dottrina
 ” trasmessa dagli Apostoli ( Rom. 6 , 17 ) ; obbedienza teologica-giuridica agli Apostoli nella Chiesa fondata su di loro . I cristiani si qualificano mediante l’obbedienza ; sono ” 
figli dell’obbedienza 
” ( 
1 Pt. 1 , 14
 ) ; santificati dallo Spirito ” 
per obbedire 
” ( 
 Pt. 1 , 2
 ) .
Per l’obbedienza l’anima del laico viene intimamente unita a Cristo ed esercita le fondamentali virtù cristiane ; si apre alla visione del bene comune ; introduce la sua piccola storia individuale nella grande storia ecclesiale , assumendo le responsabilità della vita comunitaria cristiana . Non solo il laico deve vedere Cristo nella Gerarchia ecclesiastica , ma anche questa deve scorgere il cristiano come membro vivo del Corpo mistico .
L’autorità ecclesiale deve ascoltare i consigli del laicato , affidargli delle responsabilità nella Chiesa , rispettandone la doverosa autonomia :
Il Laico deve lasciarsi guidare dallo spirito interiore anche nei suoi rapporti con l’autorità ecclesiastica . Egli è chiamato a collaborare attivamente con la Gerarchia non solo con il sacrificio , con la sua obbedienza  e con la preghiera , ma anche con iniziative personali e con la sua critica costruttiva .
 Da questi familiari rapporti tra Laici e Pastori si devono attendere molti vantaggi per la Chiesa : in questo modo infatti è fortificato nei Laici il senso della propria responsabilità ne è favorito lo slancio e le loro forze più facilmente vengono associate all’opera dei Pastori … E così tutta la Chiesa , sostenuta da tutti i suoi membri , compie con maggiore efficacia la sua missione per la vita del mondo “
 ( Lumen Gentium , cap. IV , 37 )
 .
In conclusione , si devono invitare i laici ad acquistare sempre più coscienza ” 
non solo di appartenere alla Chiesa , ma di essere la Chiesa 
” (
 Pio XII
 ) inviata presso l’umanità peregrinante . Vivendo in se stessi intimamente il mistero della Chiesa , devono creare una vitalità promotrice entro e fuori la comunità ecclesiale e palesare la carità ecclesiale e la Verità rivelata presso gli uomini e le realtà del proprio tempo .
Poichè , tutti  partecipano , in forza del Battesimo , al Sacerdozio di Cristo che nella Sua Chiesa si espleta attraverso ruoli e compiti ben precisi , spetta a tutti i suoi membri : 
credere in ciò che proclamano , insegnare ciò che credono , vivere ciò che insegnano 
.
                                                                                                                       
 
Diac . 
Francesco    Giglio
——–B I B L I O G R A F I A——-
*    Lumen  Gentium                      –         Costituzione dogmatica sulla Chiesa
*    A.   Tisi                                   –         
Il Diacono permanente 
, Ed. Dottrinari , Salerno 2a Ed. 1985
*    A.   Oberti                               –         
Il Concilio e i laici 
, Ed. Ancona , Milano 1964
*    J.    Guitton                             –         
I laici nella Chiesa . Da newman al Concilio Vaticano II
 , Ed. Ancona , Milano 1964
*    G.   Lazzati                             –         
Maturità del laicato
 , Ed. La Scuola , Brescia 1962
*    D.   Mongillo                            –         
I laici . Temi di predicazione
 , Ed. Domenicane Italiane , Napoli 1965
*    G.   Philips                              –         
I laici nella Chiesa
 , Ed. Vita e Pensiero , Milano 1956
*    D.J. Laliement                          –         
L’impegno temporale del cristiano
  , a cura di T. Goffi , Ed. Vita e pensiero , Milano 1962
*    G.   Lercaro                             –         
L’apostolato dei tempi nuovi
  , Ed. Ave , Roma 1964
*    G.   Paglia                               –         
Laicato cattolico e mondo moderno
 , Ed. Domani , Roma 1962
*    P.   Pavan                               –          
L’apostolato dei laici nel mondo moderno
 , Ed. Romane Mane , Roma 1961
*    AA.  VV.                                 –          
Lumen Gentium guida alla lettura della costituzione
 . I laici a cura di T. Goffi , collana Chiesa Viva ,
                                                             
 
Ed. Sales , 2a Ed. , Rma 1966
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