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Le indicazione di Mons. Renato Corti

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Le indicazione di Mons. Renato Corti
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Il Vescovo di Novara S.E. Mons. Renato Corti nella sua recente lettera pastorale che ha per titolo “Camminare Insieme” tra l’altro parla dei Diaconi permanenti e della loro missione.
Credo opportuno riportarne integralmente il capitolo rimandando per un approfondimento
complessivo al testo completo della lettera pastorale che può essere letta e scaricata collegandosi al sito della Diocesi di Novara o può essere acquistata presso le Librerie Cattoliche.
Diaconi permanenti
Fede, carità, liturgia
Alle osservazioni sui Sacerdoti unisco il riferimento ai Diaconi Permanenti. A loro, nei mesi scorsi, il Consiglio Presbiterale ha dedicato una sessione dei suoi lavori. In ordine al 
camminare insieme
, quale sarà il loro ruolo? Lo penso e lo desidero soprattutto in un orizzonte missionario sul fronte della comunicazione della fede, dell’esercizio della carità, dell’esperienza di preghiera.
Quanto alla comunicazione della fede, chiedo loro di essere molto disponibili a svolgere con competenza ed efficacia l’omilia, quando venisse loro richiesta; e poi di collaborare al compito di garantire, nella nostra Diocesi, la formazione dei catechisti, degli animatori, dei responsabili dei “gruppi di ascolto del Vangelo”, dei responsabili dei corsi di preparazione al matrimonio, e in altre forme ancora. Sempre a proposito della comunicazione della fede, riconosco un’altra possibile presenza diaconale nell’ambito della scuola. Lo dico nel senso che, in qualche caso, un diacono permanente – egli stesso insegnante di religione – potrebbe diventare punto di riferimento, in una determinata area, per gli insegnanti laici di religione; in tal modo potrebbe favorire la competenza e incisività di un lavoro che sta diventando sempre più difficile e che rimane una grande opportunità per la Chiesa italiana.
C’è un altro sentiero di ministero diaconale da considerare molto rilevante: consiste nel fatto che il diacono garantisca – a livello non solo parrocchiale – che tutti i collaboratori della Caritas ricevano una formazione che permetta loro non solo di compiere dei gesti di carità, ma anche di avere un orizzonte mentale che conduca ad esprimere in tutta la sua bellezza e profondità l’amore di Cristo per l’uomo. Vedo inoltre, come possibile e preziosa nel futuro, la presenza diaconale nei nostri ospedali, nelle case di cura, nelle case di riposo e in altre realtà analoghe, non dimenticando il grande lavoro della visita ai malati nelle parrocchie. Per quanto riguarda gli ospedali, attualmente il servizio offerto dalla Diocesi va pensato sempre più come quello di un’équipe che comprenda sacerdoti, diaconi, religiosi/e, laici. Naturalmente un diacono che entra in questi campi della prossimità deve acquisire anche una competenza professionale adeguata e dovrà partecipare ai corsi offerti, a livello regionale, per i cappellani di ospedale, su temi spirituali e anche di tipo psicologico. In termini globali, penso ai diaconi permanenti come a persone capaci di suscitare nelle nostre comunità una diffusa disponibilità al servizio dei fratelli e un coraggioso stile di “prossimità”. È certo che un ministero di questo genere può avere una grande valenza profetica. Sia la Caritas che le associazioni caratterizzate dall’impegno per le opere di misericordia, potranno essere arricchite anche da una tale presenza diaconale.
Rimane fondamentale, nel ministero diaconale, la celebrazione liturgica. L’ho già ricordata accennando all’omilia, ma devo aggiungere qualcosa. In Consiglio Presbiterale qualche intervento ha raccomandato che i futuri diaconi non interpretino questo ambito fondamentale della vita ecclesiale come un rifugio individualistico. Se questa attenzione sarà necessaria nel tempo del discernimento e della prima formazione, va però rimarcata fortemente la grande urgenza di fare delle nostre parrocchie delle “scuole di preghiera”. In questo campo il diacono potrà affiancare, in particolare, i parroci che devono seguire diverse Parrocchie piccole. Attraverso di loro potrà essere offerto un aiuto qualitativamente importante perché la preghiera, anche nei giorni feriali, venga tenuta viva nelle comunità. Potrà inoltre essere da loro offerta una collaborazione per la liturgia dei giorni festivi (e, in caso di vera necessità per l’assenza del presbitero, anche con la celebrazione della liturgia della Parola). Potranno infine collaborare alla formazione dei “ministri straordinari della Comunione”.
Come si vede da questi cenni, il ministero del Diaconato Permanente, mentre è inserito in questa o quella Parrocchia, lo impegna anche a un livello più ampio, come quello dell’Unità Pastorale o di un qualche altro “ambito” pastorale specifico, a livello vicariale o anche diocesano.
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