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La solidarietà apre la famiglia all’esterno

Il Mio Contributo > 2008
La solidarietà apre la famiglia all’esterno
Posted on by admin
di Francesca Maria e Vincenzo TESTA
Laila è il nome del Centro che Angelo e la sua famiglia hanno tirato su con forza, con caparbietà e tanto coraggio. Il Centro nasce nel 1984 dopo una serie di esperienze di aiuto e di sostegno agli extra comunitari e si occupa, soprattutto di bambini con gravi disagi socio-familiari.
A gestirlo è un’intera famiglia, quella di Angelo, alla quale si è aggiunta anche quella della figlia sposata con uno dei tanti “figli” accolti in questi anni di servizio. Angelo è un uomo grosso, ha la faccia del buono, la voce calda e quando ti stringe la mano avverti una scossa di bontà. Se vai a trovarlo lo trovi sempre impegnato con i ragazzi. Per sostenere i loro bisogni ha dati vita a due case famiglie “Il sole” e “La luna”. Tra le mura dello stabile che ha ristrutturato con l’aiuto di tanti amici il “Centro”, inoltre, accoglie, in regime semiresidenziale, bambini che vivono in famiglie con gravi disagi socio-culturali, prelevandoli dalle loro case alle 6 del mattino per riportarli verso le 19.00. In questo modo il “Centro” da la possibilità ai genitori di andare a lavoro o di cercare lavoro. Tutto questo lo fa dando attuazione a programmi di ascolto e di orientamento. Ma il lavoro di Angelo e della sua famiglia non si ferma qui. Dal 1999 ha creato una cooperativa sociale che si occupa del reinserimento lavorativo dei ragazzi immigrati che raggiungono la maggiore età. Dopo un percorso formativo e di inserimento in progetti socio-culturali i ragazzi vengono avviati al lavoro completando quel percorso di educazione e formazione che li ha presi bambini accompagnandoli fino alla maggiore età e anche oltre.
Ma perché Angelo ha questo? Crediamo che Angelo con la sua famiglia siano veramente l’espressione più autentica di quella solidarietà che sa aprire il proprio cuore all’esterno dando la misura e la testimonianza di un impegno che rompe gli schemi e sa far viaggiare il vangelo sui binari della concretezza e del vissuto quotidiano.
Noi siamo stati a trovare Angelo. In questi anni più volte ci siamo avvicinati al “Centro Laila”. E’ stato il nostro parroco don Cristoforo Adriano a farcelo conoscere e non c’è dubbio che l’esperienza è stata toccante. La testimonianza di Angelo è senza dubbio di grande pregio e merita di essere sempre più conosciuta. In questa direzione ci è sembrato bello e significativo proporre ai giovani fidanzati che partecipano ai Cammini di preparazione al matrimonio un momento di conoscenza di questa esperienza veramente profonda e coinvolgente.
Le giovani coppie che conoscono il Centro restano colpite e spesso, autonomamente, si recano a far visita ai ragazzi ospiti divenendo collaboratori esterni della struttura. E’ un aiuto e un sostegno che Angelo gradisce e che stimola. Pensate che da 1984 ad oggi più di 1000 tra minori, preadolescenti e adolescenti sono transitati dal Centro. Una famiglia che ha fatto della solidarietà uno scopo di vita, una testimonianza credibile di quell’amore di Dio che trova la sua espressione nelle parole, nelle azioni e nei gesti di una famiglia che si è sentita chiamata a servire i fratelli più piccoli e più indifesi di questo nostro tempo difficile e controverso.
Nell’opuscolo che il Centro Laila dona a chi vi si reca ci sono scritte, tra le altre cose, alcune righe che portano la firma di Angelo. Le riportiamo perché ci sembrano una sintesi efficace del loro servizio: “Questa solidarietà esige anche il superamento della pretesa di cambiare tutto subito, lo sviluppo avviene collettivo e coinvolgente in un processo dai tempi lunghi. Ci auguriamo –conclude Angelo- che il nostro contributo, unitamente alle altre iniziative in atto, possa essere da stimolo e dare spazio a processi positivi e concreti diretti a migliorare la qualità della vita in particolare quella dei piccoli”.
E’ un messaggio breve, concreto e semplice con il quale Angelo ha voluto sintetizzare il progetto di vita della sua esistenza e della sua famiglia. Un progetto che hanno costruito insieme e che, sempre insieme, stanno attuando tra mille difficoltà ma anche tanti aiuto di gente semplice di parroci, di comunità, singoli, professionisti e altre coppie che collaborano come possono. Un’ultima cosa: Non accettano offerte in denaro. Il Centro si legge nel volantino ha solo bisogno di generi alimentari e medicinali di uso comune. Anche questo un chiaro messaggio forse anche controcorrente e capace di mobilitare altre coscienze.
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