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La maternità

Il Mio Contributo > 2008
La maternità
Posted on by admin
di Francesca Maria e Vincenzo TESTA
Il dono della vita, questo grande mistero, di cui la donna è custode e responsabile ci fa sentire la carezza di Dio e ci aiuta a vivere la nostra esistenza terrena con una speranza di futuro. Quel piccolo, minuscolo, invisibile embrione, custodisce già il tutto della persona umana e porta iscritto dentro il “cuore” tutto lo straordinario dono che il Signore continua ad assicurare alla storia dell’umanità.
L’
eterno
, che è sceso qui sul pianeta terra, ed ha abitato nelle case degli uomini e ha percorso le strade polverose della Palestina più di duemila anno fa, ha scelto di farsi embrione, ha scelto di farsi piccolo percorrendo tutta la via nel ventre di Maria. E’ la stessa identica strada che ciascuno di noi ha seguito sotto la protezione della propria mamma. La nostra mamma, infatti, come Maria, ha portato dentro di se, tutto il nostro essere, tutto, ma proprio tutto, quello che noi siamo. E’ tutto così straordinario, così emotivamente coinvolgente. Questo mistero, crediamo, ci fa volare con il pensiero fino a raggiungere le vette più alte della spiritualità. Ci fa comprendere l’unicità del nostro essere pensato e voluto dal Signore in maniera assolutamente irripetibile. Una creazione originale di cui, le mamme sono state protagoniste e compartecipi.
Questa maternità, segno di una esplosione della potenza di Dio, nel corpo della donna è anche il frutto di una collaborazione
sine qua non
dell’uomo chiamato a svolgere un compito di cooperazione indispensabile. Certo, oggi, le tecniche sembrano voler dominare anche questo ambito che dovrebbe rimanere escluso dalla sua ingerenza rendendo questo frutto dell’amore caldo e appassionato, qualcosa di freddo. Ma siamo di fronte ad un freddo glaciale, ad un gelo che fa rabbrividire i sensi, e che si apre a mille risvolti capaci di suscitare problemi su problemi. Ed è così che vorremmo rimanere fermi al senso di una umanità capace di accettare la propria vocazione naturale e, quindi, i doni che il creatore vorrà far giungere ad ogni coppia che sa amarsi rispondendo alla chiamata con una adesione libera e convinta.
La creatura che nasce, frutto di un amore, segno della presenza di Dio merita il più grande rispetto e la massima attenzione, nella consapevolezza che siamo di fronte al grande mistero della vita. In questo senso, ogni bambino, è presenza di Dio e suo dilettissimo figlio. Una creatura che prima ancora della mamma e figlio di Dio e segno del suo amore per l’umanità.
Poi, ma solo dopo, questa creatura diventa anche un dono per la mamma e il papà, che eserciteranno il loro compito di responsabilità e di chiamati alla educazione e alla formazione. I figli, dicono due nostri amici, Irene e Biagio, che hanno adottato due bambini, prima che nella pancia nascono nel cuore.
“E i due che abbiamo adottato
–aggiungono
- sono doni di Dio affidati alle nostre cure. E’ il Padre, noi siamo solo gli “strumenti umani” di cui il Signore ha deciso di servirsi per continuare a scrivere una pagina nuova della storia”.
Ecco allora che la maternità non può essere soltanto quella biologica, ma, certamente, lo è anche quella di “vocazione”. E quante sono le “mamme di vocazione”? Tantissime. A Nomadelfia, Comunità di famiglie, fondata da don Zeno tra le colline del Grossetano, essere “mamma di vocazione” è una scelta fondamentale. Una scelta che tante altre donne, ogni giorno fanno per donare amore e per rispondere ad una chiamata forte ed impegnativa. E’ il Signore, infatti, che guida la storia e lo fa non con le categorie umane ma con interventi che pur sembrandoci incomprensibili sanno indicare una direzione che ci fa intravedere orizzonti nuovi.
Entrare in questi scenari, richiede una forza che nessun uomo e nessuna donna da soli sono capaci di tirar fuori da se stessi; sempre il Signore deve accarezzare le nostre mani e guidare i nostri passi; continuamente deve sostenere il nostro procedere lento e rianimare il coraggio che a volte ci manca. A noi spetta, questo “si”, di accogliere gli inviti con fiducia e abbandono consapevoli che Lui, che è un Padre buono e premuroso, mai potrà farci mancare ciò di cui abbiamo bisogno. Accogliamo allora, con amore e con disponibilità la volontà del Padre e riversiamo sui figli affidati alle nostre cure, tutta la maternità e la paternità di cui Maria e Giuseppe sono stati modelli. 
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