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L’iniziazione cristiana: un cammino di famiglia

Il Mio Contributo > 2008
L’iniziazione cristiana: un cammino di famiglia
Posted on by admin
di Francesca Maria e Vincenzo TESTA
I primi fili d’erba coprono la nuda terra e qua e la gruppetti di margherite lo punteggiano di bianco e giallo: è il prato della primavera. E’ un’immagine che puoi gustare se hai il tempo di attraversare i giardinetti della tua città o se, abitando in periferia, getti lo sguardo un po’ oltre i tuoi passi frettolosi e distratti.
Questo tempo coincide con quello che per la liturgia è il tempo di Pasqua. Per cinquanta giorni siamo invitati a raccoglierci con lo sguardo della contemplazione su un infinito senza tempo. La scena che ci si apre d’avanti è quella di una vegetazione che rinasce donandoci l’esempio del grande mistero che il creatore ha instillato nelle leggi della natura. Un eterno cammino di vita, simile a quello che ogni cristiano è chiamato a fare dopo la notte di Pasqua. Dalla resurrezione del Cristo arriva la forza di una rinascita spirituale per ogni cristiano e più ancora per ogni uomo e per ogni donna che con il battesimo si preparano a vivere le tappe di un cammino che conosciamo come quello dell’iniziazione cristiana.
Noi, fili d’erba, gracili e fragili, modellati dalla brezza di un vento leggero siamo chiamati ad ascoltare la voce dello spirito che con la confermazione assumiamo come faro capace di illuminare i nostri passi. Con l’eucarestia poi, Gesù entra dentro di noi donandoci la forza per cambiare continuamente la nostra vita per imitare il suo esempio.
Non è un cammino facile. Siamo, infatti, chiamati a resistere alle intemperie, alle azioni violente della bufera, alle piogge forti e insistenti e alla grandine del maligno. Chi ci può guidare e sostenere lungo questo sentiero?
Certamente i catechisti della nostra parrocchia possono aiutarci. Una parte fondamentale è riservata al parroco. Ma non basta. La nostra esile vita di fede ha bisogno del sostegno della nostra famiglia. Sono proprio i genitori i primi catechisti, i primi sostenitori della fede, i primi amici di cui Gesù si serve per indicarci una meta, i primi profeti di futuro.
Nel periodo che precedeva la Pasqua nelle prime comunità cristiane i catecumeni erano invitati a vivere un periodo di preparazione e, guidati dai più anziani, ricevevano il sacramento del battesimo. Oggi che questo sacramento lo riceviamo da neonati la storia è diversa. Il compito di prepararci a ricevere gli altri sacramenti dell’iniziazione cristiana è affidato ai genitori e ai padrini insieme ai catechisti negli ultimi tempi. Ebbene nonostante ciò, spesso si arriva a questi appuntamenti scarichi e motivati da altre ragioni. I genitori scaricano la responsabilità sui catechisti e questi ultimi sulle famiglie che hanno perso una delle dimensioni essenziali del loro compito educativo. I padrini? Spesso si vedono solo al momento del ricevimento del sacramento.
Crediamo che il ruolo più importante in questo ambito sia della famiglia. Sono mamma e papà i primi testimoni della fede, i primi annunciatori della fede, i primi che tramandano il mistero della morte e resurrezione. Purtroppo però sono sempre meno le famiglie che vivono questa dimensione. Non è il caso di entrare nel merito di questa realtà. E’ il caso invece di elaborare percorsi capaci di rimotivare l’agire nel quotidiano dei genitori. E’ un compito questo del quale i catechisti per adulti devono prendersi il carico. Va bene il catechismo ai fanciulli e ai ragazzi ma meglio ancora è elaborare percorsi di fede per gli adulti.
Il progetto pastorale parrocchiale, quindi, va centrato attorno a questo punto focale che deve diventare il cuore della pastorale. Di qui parte il rinnovamento della presenza cristiana nel proprio contesto. Occorrono animatori per adulti; adulti che si prendono in carico questa emergenza, investendo tempo ed energia in un progetto radicalmente nuovo capace di ricreare le basi forti per un cristianesimo in grado di attraversare questo tempo con la stessa forza con la quale ha saputo disegnare percorsi di vita nei venti secoli scorsi.
E’ questo il messaggio che il consiglio episcopale permanente della CEI ha indicato con le tre note sull’iniziazione cristiana. Il soggetto famiglia, dunque, diventa missionario e si fa luogo di accoglienza, di conversione, di preghiera, di presenza nella comunità e di testimonianza ridando alla nostra società un cristianesimo che colora i luoghi di lavoro, quelli della politica e del quotidiano. 
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