Il diacono sposato e la sua famiglia - Comunità del Diaconato in Italia

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Il diacono sposato e la sua famiglia

IL DIACONO CHI È E CHE FA
Il diacono sposato e la sua famiglia
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 Centro per il Diaconato Permanente – Diocesi di Cesena-Sarsina
Catechesi sul Diaconato.
Scheda n° 9

Il Diacono sposato e la sua famiglia
 
 
Il diacono sposato trova nella sua famiglia 
una preziosa risorsa da valorizzare
 per il suo ministero e non certamente un ostacolo o un impedimento. Il ministero del diacono sposato non è meno significativo e incisivo se in termini quantitativi la sua disponibilità di tempo è limitata per l’assolvimento dei suoi doveri familiari; anzi il suo ministero risulta impreziosito da una autentica testimonianza di vita familiare.
 
 
Proprio perché spesso la vita familiare e il lavoro riducono inevitabilmente il tempo da dedicare al ministero , occorre che il diacono e sua moglie ritrovino continuamente 
equilibrio e unità nella preghiera in comune e nel rafforzamento del loro vincolo di amore donativo 
e aperto al servizio. Il servizio familiare in questo modo diventa per gli altri fedeli un esempio di amore in Cristo e per il diacono uno stimolo della sua diaconia nella chiesa. Non disporre di molto tempo è anche uno stimolo alla ricerca della essenzialità e della proprietà nel servizio diaconale.
 
 
Il primo servizio del diacono sposato è quello di offrire al mondo una chiara testimonianza della santità del matrimonio e della famiglia. E proprio in questa comune testimonianza sta il più significativo
coinvolgimento della moglie del diacono nel ministero
 pubblico del proprio marito nella Chiesa. Essi, insieme, sono testimoni della virtù della castità matrimoniale, di un amore cioè che si fa dono, che è fedele e forte, delicato e rispettoso, che rifugge gli atteggiamenti possessivi, l’idolatria del successo, l’incapacità di organizzare il tempo e di non dare ad ogni cosa il suo giusto posto.
 
 
La 
sposa del diacono
, che ha dato il suo consenso scritto alla scelta del marito, deve essere aiutata e sorretta perché viva il proprio ruolo con gioia e discrezione, ed apprezzi e, se possibile, condivida il servizio che la Chiesa chiede al marito. Ci deve essere un rapporto equilibrato e armonico fra la vita familiare e professionale del diacono e il suo ministero. Anche 
i figli
 siano invitati ad apprezzare e, se possibile, a condividere con il padre il servizio nella chiesa. In tal modo l’intera famiglia diventa “famiglia diaconale”.
 
 
La sensibilità, il genio femminile , i carismi specifici e propri che la moglie esprime nel rapporto di coppia col marito diacono sono una grande grazia e un preziosa ricchezza per l’efficacia del ministero diaconale , indipendentemente dal fatto che essa partecipi o meno fattivamente al suo ministero.
 
In forza del matrimonio cristiano , il diacono sposato ha un particolare carisma per svolgere i 
servizi ecclesiali tipicamente familiari
 quali: animazione dei gruppi-famiglia; preparazione nelle case dei battesimi; formazione dei fidanzati e delle giovani coppie; spiegazione del Vangelo nelle case; pratica della ospitalità e della accoglienza.
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