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I laici nella Chiesa: dal laicato al diaconato

Il Mio Contributo > 2009
I laici nella Chiesa: dal laicato al diaconato
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I LAICI NELLA CHIESA : dal laicato al Diaconato .
Uno dei tanti meriti del Concilio Vaticano II è stato senza dubbio la riscoperta del ruolo dei ” laici ” nell’ambito della Chiesa.
Questa riscoperta è anche la risposta a quanti , animati da buona volontà , ricercano il loro posto nella comunità ecclesiale.
Il Concilio , riafferma la peculiarità del laico che si concretizza nella testimonianza di una vita cristiana fondata sul Vangelo.
Il Laico deve tradurre il suo impegno nel mantenere vivi i valori fondamentali quali la vita , l’uomo , la morale , la famiglia , la religione ,ecc… in questa società che distribuisce a piene mani al posto della gioia di vivere e la pace , la nausea , il pessimismo , la stanchezza , la depressione e la violenza .
Paolo VI affermava che il laico , con la sua presenza nel temporale , è il segno di una qualificata testimonianza della Chiesa nel mondo contemporaneo poichè , l’uomo dei nostri giorni , ascolta pù volentieri i testimoni che i maestri , e se ascolta i maestri , è perchè questi sono prima testimoni e poi maestri .
Per avere però la forza del testimone la Chiesa raccomanda di alimentarsi senza sosta alle sorgenti della Fede e della Grazia mediante l’ascolto della Parola di Dio , la preghiera , i Sacramenti , ed una costante revisione di vita. Il laico è esortato a rendere questa testimonianza in comunione con la Chiesa , nel dialogo sincero , nell’adesione fiduciosa , nella vera collaborazione con il Vescovi ed i Presbiteri , riscoprendo la diversità di ministeri , ma nella unità della missione .
Nella Chiesa vi è diversità di doni e di necessità , di metodi e di settori da evangelizzare . Ma è lo Spirito che agisce in tutti , per la gloria di Dio e la santificazione degli uomini .
L’appello più evidente e sicuro è che Cristo chiama ogni uomo alla cooperazione ed alla edificazione del Regno . Di conseguenza dovrebbe nascere nei laici la volontà di scoprire il loro giusto posto nella Chiesa e di vivere questa scoperta nella pienezza della Fede , e nella convinzione che più si è penetrati di spirito evangelico più si potrà contribuire all’opera iniziata da Cristo .
Oggi , un numero , sempre più grande di battezzati sta prendendo coscienza di questa responsabilità totale e continua e della propria capacità di servire nella Chiesa e di inserirsi , come segno d’amore e come fermento evangelico , nel mondo .
La creatività della Chiesa primitiva , fedele a Cristo nelle comunità vive , è davvero in sintonia con le esigenze dei nostri tempi , infatti è un segno positivo il sorgere di nuovi ministeri .
Poichè la parola spesso non è chiara nel suo significato autentico , è il caso di precisare che ogni ministero è servizio ; ma che non ogni servizio ecclesiale è ministero .
Il servizio intende le varie opere o iniziative di singoli o di gruppi prestate in particolari e momentanee situazioni ; mentre il ministero è un fatto duraturo e riconosciuto dal Vescovo .
Questi ministeri istituiti ,rispondendo alle necessità della Chiesa , vengono conferiti dal Vescovo mediante nomina e spesso con un particolare rito liturgico .
Il primo ministero , oggi importante nella Chiesa , è quello del ” catechista “ quale punto di partenza per la costituzione di una Chiesa tutta ministeriale e non di servizio .
Spetta al catechista approfondire la propria Fede per poi esserne annunciatore con la parola e la vita . E’ grande la responsabilità di questi laici , uomini e donne , che si assumono l’impegno di iniziare i fanciulli all’incontro con il Cristo , il Vangelo e la Chiesa .
Intorno a loro dovrebbe essere polarizzata l’attenzione di tutta la comunità , affinchè con la preghiera ed il sostegno morale , i catechisti abbiano sempre la volontà e la capacità di crescere ed educare gli altri alla Fede della Chiesa .
Nel 1971 , nel III Sinodo dei Vescovi ,si ribadiva la necessità della riniscita dei ministeri laicali e con il motu proprio ” Ministeria quaedam “ di Paolo VI ( del 15/08/1972) venivano istituiti due ministeri : il Lettorato e l’Accolitato .
Nel 1973 furono infine istituiti i ” ministri straordinari dell’Eucarestia “ (oggi : Ministri Straordinari della Comunione ) , per la sola distribuzione della Santa Comunione , a cui possono accedere uomini e donne .
Nasceva così il senso della ministerialità laica che partendo dalla figura del catechista si avviava ad essere un vero e proprio ” ministero ordinato “ nella figura del ” Diacono “ .
Per raggiungere il Diaconato quindi è necessario intraprendere un cammino di formazione che ha come finalità quella di acquisire una sufficiente preparazione spirituale , dottrinale e pastorale .
Come l’annuncio della Fede che dal Vesvovo passa al Presbitero e da questi al Catechista , così la proclamazione della Parola di Dio , ma non il Vangelo , nell’assemblea liturgica spetta al Lettore nella sua qualità di ” ministro istituito ” . Questo ministero segna il gesto concreto di quanti vogliono impegnarsi , oltre che nelle ceòlebrazioni liturgiche ,nella organizzazione evangelizzatrice e catechistica .
Dopo il Lettorato , si accede al ministero dell’Accolitato . E’ compito dell’Accolito curare il servizio dell’altare , aiutare il Diacono ed il Sacerdote nelle azioni liturgiche , animando la comunità e curandone la formazione liturgica e biblica . Tutto il suo ministero , però , deve essere circondato da un’ardente pietà eucaristica ed un sincero amore per il Corpo di Cristo , il popolo di Dio , i deboli ed i malati .
Si concretizza così la figura del ” Diacono ” , il quale risulta essere il laico convinto che partendo dalla scelta del suo posto nella Chiesa , ha scoperto attraverso il passaggio da Catechista ad Accolito ,il senso del ministero ordinato .
Il ministero del Diacono , è il primo gradino dell’Ordine Sacro , che dopo aver svolto un ruolo importantissimo nella Chiesa primitiva , oggi ritorna , più chre mai attuale come ” ministero permanente ” dopo il Concilio Vaticano II .
Al Diacono il Vescovo impone le mani ” non per il sacerdozio ,ma per il ministero
In virtù dell’ordinazione , spetta al Diacono : amministrare il Battesimo , conservare e distribuire l’Eucarestia , assistere e benedire il matrimonio ,portare il Viatico ai moribondi , leggere la Sacra Scrittura , istruire ed esortare il popolo di Dio , presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli , amministrare i sacramentali , presiedere il rito funebre e della sepoltura .
Con questi ministeri , si è riallacciata la catena del popolo di Dio che vede tutti , Papa , Vescovi , Presbiteri , Diaconi e laici uniti nel comune sforzo di edificare il Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa .
Tuttavia bisogna stare attenti a non creare confusioni di ruoli , di carismi e di ministeri .
Tutto nella Chiesa deve essere ordinato per l’annunzio del Regno e per la salvezza dell’uomo.
Il vertice di tutto resta il ” Sacerdozio “ ed i laici anche usando di tutti i ministeri ordinati , istituiti e non , debbono sempre alimentare nel popolo di Dio l’esigenza e la necessità di far nascere vocazioni sacerdotali , altrimenti il Corpo di Cristo rischia di rimanere incompleto.
Poichè tutti partecipiamo , in forza del Battesimo , al Sacerdozio di Cristo , che nella sua Chiesa si espleta attraverso ruoli e compiti ben precisi spetta a noi suoi membri : credere in ciò che proclamiamo ,jnsegnare ciò che crediamo , vivere ciò che insegniamo .
Diacono Francesco Giglio
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