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I figli

Il Mio Contributo > 2008
I figli
Posted on by admin
di Francesca Maria e Vincenzo TESTA
Quando sono nati Domenico e Lucia, la nostra vita ha fatto un sussulto in avanti. Incrociare i loro sguardi, accarezzare le loro mani, scoprire ogni giorno quanto sono cresciuti e ascoltare la loro voce sono sensazioni che non si possono raccontare.
Accompagnarli nella loro crescita, educarli e trovarseli, ad un certo punto, già grandi è una sorpresa che ti riempie il cuore di una immensa gioia. Ogni momento trascorso con loro è un momento di stupore, ogni loro gesto è un brivido di gioia.
Poesia, sogni e grandi progetti. Quale genitore non si è avventurato in questa selva gettando lo sguardo in un orizzonte lontano e infinito. E’ come naufragare in un mare immenso e senza confini. Non è forse vero?
Siamo certi che lo è e la cosa non ci spaventa e non ci intimorisce, ma ci aiuta ad affrontare la vita in questo mondo cercando di sbirciare, però, anche in un oltre che sappiamo esserci. E’ vero che spesso sentiamo dirci che i figli sono “doni del Signore”. E lo sono veramente. Ma è anche vero che ogni genitore li sente anche come “cosa propria” così intima e personale che l’amore che si dona ad un figlio è senza confini. Nulla di strano. Tutto molto umano e molto normale; tutto, diremmo, scontato e, se vogliamo, logico.
Quello che non è né logico né scontato è l’attaccamento di alcuni genitori ai progetti che loro hanno ideato e che vorrebbero far realizzare dai figli. Questo, crediamo, sia uno degli errori più comuni e, forse, anche meno perdonati dai figli. Sono errori che pesano su chi li commette e su chi li subisce. Occorre fuggire da questa tentazione che costituisce un grosso ostacolo all’amore che ogni genitore deve saper avere e dimostrare.
Spesso, però, questo tipo di comportamento è alla base di conflitti pesanti che lasciano impronte incancellabili nella storia personale di tanti giovani.
Non c’è dubbio che anche noi, come genitori, abbiamo spesso sognato un futuro per i nostri figli, per fortuna però, e ciò ci sembra veritiero, abbiamo sempre evitato di condividerlo con loro. Cerchiamo, quindi, di essere genitori che spronano e incitano i figli, che cercano di farsi compagni di viaggio, che desiderano essere testimoni di un vissuto che sia anche modello. Siamo coscienti dei nostri limiti ma siamo anche consapevoli della tensione ideale che ci anima. Il “mestiere” di genitore, infatti, è fortemente impegnativo. E’ un “mestiere-vocazione” che non sta attento al cartellino, che non dovrebbe cercare gratifiche, che non deve pretendere null’altro che il rispetto e la sincerità di rapporti quanto più possibile franchi e leali. Il dialogo e il confronto sono le basi per camminare insieme. Sarà, però, un dialogo e un confronto non certo tra pari, ma tra persone diverse che interpretano ruoli e responsabilità distinte. Il genitore, infatti, come ci diceva Domenico, quando era piccolo (ora ha 17 anni), non è un “amico” ma è “più di un amico” è diremmo noi “un genitore” che sa essere autorevole, che sa essere dolce, comprensivo, ma anche, fermo e perentorio quando ciò è necessario. Essere “genitore” allora è un’arte, una delle arti più complesse e difficili da tradurre nel concreto.
Non ci sentiamo maestri e non lo siamo. Ogni giorno le mamme e i papà devono sapersi fare interpreti dei segni che attraversano i volti dei figli, cogliere nei loro sguardi le ansie, le paure, scrutare le gioie e aiutarli a guardare lontano. Un lontano che va oltre gli ostacoli piccoli e grandi che la vita ci propone di affrontare.
In questo cammino da fare c’è sempre, crediamo, un qualcuno che ci accompagna tutti e che ci richiama a vivere con coraggio la nostra esistenza anteponendo i nostri sogni, i nostri progetti e le nostre ambizioni ai suoi sogni, ai suoi progetti e alle sue ambizioni. Entrare in questa prospettiva è, quindi, la chiave di volta della nostra vita, quella password che ci permette di entrare nel mistero dell’eternità e ottenere lo svelamento degli arcani progetti divini per ciascuno di noi e per i nostri cari figli.
Trasmettere questa “notizia”, crediamo sia il punto centrale del processo educativo al quale è chiamato ogni genitore che vive il quotidiano strizzando l’occhio ad un oltre potente ed eterno.
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