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Estate: tempo per la ricarica

Il Mio Contributo > 2008
Estate: tempo per la ricarica
Posted on by admin
di Francesca Maria e Vincenzo TESTA
Finalmente, il sole splende alto nel cielo azzurro, le onde del mare si infrangono lievemente sugli scogli di spiagge affollate, mentre una leggera brezza di mare ci accarezza la pelle abbronzata. Sulle montagne muniti di zaino e bastone intere comitive di amici si avventurano per scoprire paesaggi mozzafiato e sugli alpeggi le mucche appaiono statue di cera messe li come pezzi da museo. Sono solo alcune scene tipiche dell’estate: una stagione piena di colori è di sapori.. Eppure è proprio su queste cartoline desiderate e attese che si infrangono i sogni di molti di noi. A volte tutto questo appare solo un miraggio agognato. Ciò accade, purtroppo, sempre più spesso e ci si ritrova già all’autunno carichi di una nuova nevrosi. E’ il logorio della vita moderna si diceva qualche stagione fa. Un tarlo che ti attacca di nascosto che ti scava in profondità toccando la base dei centri nevralgici più sensibili della psiche umana per farla vagare in un mare di insoddisfazione senza fine. Si può fare qualcosa contro questa deriva? Si può tentare di evitare di perdersi nell’indistinto fluire del tempo per ridarli qualità e colore? Si può, praticamente, dare a questo tempo un significato capace di ridare vigore al nostro fisico, al nostro cuore e alla nostra mente?
L’estate è certamente un tempo prezioso, una risorsa da impiegare al meglio per ridare colore e sapore al resto dell’anno. Certamente ci sono mille opportunità e mille modi di impiegare questo tempo per centrare il nostro obiettivo. Ma tra i tanti modi possibili desideriamo fornire qualche suggerimento che deriva dalla nostra esperienza di vita e dal nostro sistema di valori e di coordinate di fede.
Tra i fotogrammi di questa carrellata veloce vi presentiamo quella di un monastero di accoglienza dove trascorrere un certo tempo, scandito dal ritmo della preghiera e della meditazione personale per provare a ritrovare se stessi o la propria coppia; altra possibilità, un cammino sulle orme di San Giacomo verso Santiago di Compostela, luogo che abbiamo scelto come meta della nostra estate 2007; un campo con un gruppo famiglia organizzato dalla parrocchia o da uno dei tanti movimenti cattolici; un pellegrinaggio in Terrasanta; la visita di qualche santuario (in Italia ce ne sono in ogni angolo); un’esperienza di servizio accanto agli ultimi (mense caritas, case di accoglienza per malati terminali, servizio di strada tra i poveri delle città, un campo di lavoro nei paesi dei terzo mondo, ecc.). Come si vede le opportunità sono tante, tutte ottime per ridare una dimensione di serenità alla nostra vita e al resto dell’anno nel quale quei giorni trascorsi in questo modo ci torneranno alla mente consolando il nostro spirito tanto da farci accettare meglio le piccole e grandi delusioni della vita quotidiana.
Le famiglie sono quindi chiamate a ritagliarsi un tempo per loro a vivere giorni sereni di pace nel dialogo, a ritrovare tempi e modi per un confronto sereno e tranquillo. In questo anche una semplice vacanza può bastare purché non ci si faccia prendere dal gusto del divertimento a tutti i costi, della ricerca forsennata di chissà quali esperienze, dalla voglia di provare cose che possono compromettere in maniera grave il nostro equilibrio personale e familiare.
L’estate perciò, è un’opportunità, un tempo nel quale tirare fuori tutto il più bello, ciò che ci aiuta a dare serenità a ricostruire la pace, la gioia dei rapporti veri e sinceri evitando di arrivare a fine agosto carichi di rimorsi, delusioni, esperienze frustranti e che, magari, possono anche aver compromesso la tranquillità di un rapporto familiare e/o affettivo faticosamente costruito e mantenuto vivo negli anni.
Il pericolo, forse maggiore, lo corrono i giovani sempre alla ricerca del proibito, dell’ultima avventura da provare per assaporare emozioni che possono poi diventare ultime. Stiamo attenti a non farci prendere dal vuoto. Ogni uomo e ogni donna hanno necessità di riempirsi di infinito, hanno bisogno di vedere il Padre e di vivere da figli di Dio. Un giovane che abbiamo incontrato qualche tempo fa ci diceva di aver vissuto la triste esperienza della droga e dopo un lungo cammino di ricostruzione ha avuto il dono di incontrare Cristo: “E’ la droga più potente che conosco e la voglio portare al mondo intero”. Parole forti, magari imprecise ed esagerate ma che ci danno la dimensione della grande potenza di luce che si sprigiona dal Risorto. Buona estate in Cristo.
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