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Educare alla salute, educare alla vita.

Il Mio Contributo > 2009
Educare alla salute, educare alla vita.
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” EDUCARE ALLA SALUTE , EDUCARE ALLA VITA”
E’ questo il tema proposto per la XVII Giornata Mondiale del Malato,che si celebrerà il giorno
11 febbraio 2009.
Il concetto di “salute” è indissolubilmente legato a quello della “vita”, non potendo sussistere uno stato di salute mancando la condizione indispensabile che è la vita.
La ricerca di un benessere a tutti i costi e il diritto alla salute sono sempre più frequentemente richiesti,pretendendo di non ammalarsi,non invecchiare e non morire,così come purtroppo sembra aspettarsi l’uomo di oggi.
Ci si allontana sempre di più da una medicina al servizio dell’uomo,per sfociare in un mondo fittizio,di desideri,dove il culto del corpo,un giovanilismo esasperato,si sostituiscono ad un sano realismo che tiene conto del limite,della fragilità,della morte. Più che un diritto alla salute,cioè ad essere in salute,la nostra società si dovrebbe ragionevolmente aprire ad una medicina che favorisca e mantenga le condizioni per riacquistare o conservare la propria salute. Tale concetto non significa una condizione ideale bensì un equilibrio dinamico,che tenga conto delle dimensioni fisiche,psichiche,sociali e spirituali.
Da sempre la Chiesa si è chinata sull’uomo sofferente,prendendo esempio da Gesù buon samaritano,medico del corpo e dello spirito.
L’assistenza agli infermi è addirittura considerata come fatta a Gesù stesso.
Per ogni cristiano, quindi, deve diventare un impegno personale e non delegabile ad altri operare in questo delicato settore della pastorale della salute.
Una comunità cristiana che annuncia il Vangelo (catechesi),che celebra la sua Fede (liturgia) e non presta la stessa attenzione alla difesa della salute e della vita,non è equilibrata e non rende buona testimonianza.
Certamente non è semplice orientarsi in un mondo come quello attuale,dove chi non è più giovane,bello ed efficiente,va messo da parte o eliminato.
Infatti,in questo particolare momento, è seriamente messa in discussione non solo la sacralità della vita quanto il suo valore fondamentale,indispensabile per l’espressione degli altri valori.Si apre qui il vasto campo della bioetica,che tiene appunto conto della morale applicata alla vita,in particolare quella nascente (si pensi all’aborto,fecondazione artificiale…) e quella terminale (autanasia,accanimento terapeutico…).
La Chiesa è sempre stata e sempre sarà per l’accoglienza e la difesa della vita,anche in condizioni estreme,e si prodiga ad assistere chi è provato dalla sofferenza accompagnandolo con tenerezza fino all’incontro con il Dio della Vita.
Certamente siamo chiamati a valorizzare la Giornata Mondiale del Malato,voluta dall’indimendicabile Giovanni Paolo II,e che quest’anno viene celebrata per la 17a volta.
E’ un appuntamento questo che deve coinvolgere tutti coloro che operano nel mondo della Salute,siano essi medici,infermieri,operatori pastorali,volontari di varie ispirazioni,Enti,movimenti ed associazioni a cogliere l’occasione per risvegliare la nostra comune vocazione al servizio dei fratelli che soffrono nel copro e nello spirito.
Mi auguro che quest’anno,più che in quelli trascorsi,non passi inosservata la data dell’11 febbraio e che il tema suggerito possa far riflettere tutti gli uomini e le donne di buona volontà che è possibile creare una nuova civiltà solo educandoci ed educando alla salute e alla vita.
Chiediamo a Maria,che è stata partecipe in modo singolare del mistero del dolore,di intercedere per noi e per tutti gli ammalati,affinchè possiamo godere della salute del corpo e dello spirito.
Maria,Vergine del Magnificat,
che sei accorsa in aiuto di Elisabetta,
donaci un cuore umile e generoso
per accogliere e servire ogni vita umana.
Rendici coraggiosi nel difendere la vita,
instancabili nel promuovere il valore,
saggi ed appasionati
nell’educare i giovani a viverla.
Maria,Salute degli infermi,
visita e consola i nostri dolori,
fa che amiamo la vita in tutte le situazioni
e insegnaci a sperare nel Tuo Figlio,
Crocifisso e Risorto per la nostra salvezza.
A m e n
Diacono Francesco Giglio
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