Dibattito diaconato - Comunità del Diaconato in Italia

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Dibattito diaconato

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Riflessioni sui Convegni Nazionali del CoDI e sull’impegno della nuova evangelizzazione di Francesco Giglio
Posted on  by Vincenzo Testa
Sembra ieri quando cominciò l’avventura stupenda del ripristino del Diaconato permanente; dal mio punto di vista, poiché non da spettatore ma da protagonista, ho vissuto questa meravigliosa esperienza e non posso fare a meno di elevare la mia lode ed il mio
 


Io credo nei diaconi
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Pubblichiamo di seguito l’Editoriale che il Direttore delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Gaeta ha firmato per il settimanale diocesano “Il Dialogo” sul numero 131 del 24 ottobre 2010  Attendiamo le vostre riflessioni i vostri commenti e le vostre opinioni. La redazione
EDITORIALE
Io credo nei 
diaconi
Don Francesco Guglietta


Diaconato permanente e stati di vita
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A SAN GIOVANNI ROTONDO IL 22° CONVEGNO NAZIONALE DELLA “COMUNITÀ DEL DIACONATO IN ITALIA
Diaconato permanente 
e stati di vita
Scopo del seminario era di fare il punto sul diaconato, con lo scopo di raccogliere gli orientamenti concreti riguardanti il “modo” di realizzare il ministero del diacono nelle chiese locali e i cammini di formazione che devono precedere e accompagnare questa realizzazione. Il rapporto fra ministero diaconale e sacramento del matrimonio. Alcune significative esperienze diaconali.


Diacono e sposo: intreccio di risorse (da Settimana)
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LA RICCHEZZA DI DUE SACRAMENTI IN UN UNICO MINISTERO / 2
 
Diacono e sposo 
intreccio di risorse
 
Il matrimonio ha una grande incidenza sul diaconato ed è di grande aiuto ad esso. Il diaconato è di aiuto alla freschezza del matrimonio. Con dinamismi diversi e complementari.
D
alla consacrazione diaconale e matrimoniale deriva 
la spiritualità del diacono permanente.
 Essa 
è caratterizzata da un intreccio profondo di dinamismi diversi e complementari, 
derivanti dai due sacramenti. Ha un’incredibile bellezza e costituisce una ricchezza per il diacono, per la sua famiglia, per la chiesa.



Diaconi permanenti: servi per amore
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VICENZA
 
Diaconi permanenti
servi per amore”
«Q
uali sono oggi i compiti che la chiesa di Vicenza e il suo vescovo affidano ai diaconi permanenti? In una realtà come la nostra, dove si lavora molto ma si fa fatica a lavorare insieme, credo che il diacono permanente possa esprimere il suo ministero anzitutto favorendo la comunione tra presbiteri, laici e le varie realtà ecclesiali, di cui è ricca la vita delle parrocchie; come pure una sintonia pastorale costruendo reti di dialogo, di collaborazione e un cammino di mutua conoscenza e di incontro fraterno». Questa è una delle affermazioni più significative contenute nel documento sui diaconi permanenti dal titolo 
Servi per amore 
che il vescovo di Vicenza, Cesare Nosiglia, ha inviato alla sua diocesi lo scorso giovedì santo.


Diaconi e diaconesse un viaggio nella storia (da Settimana)
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SI È TENUTO PRESSO L’ISTITUTO PATRISTICO “AUGUSTINIANUM” IL 38° INCONTRO DI STUDIOSI DELL’ANTICHITÀ CRISTIANA
         Diaconi e diaconesse 
un viaggio nella storia
 
 
Tutto sul diaconato maschile e femminile l’ultimo incontro degli “Studiosi dell’antichità cristiana”. Approfondite le fonti scritturistiche e patristiche. Tra gli ambiti del diaconato, preminente è il servizio della carità e dell’amministrazione dei beni. La questione dibattuta dell’esistenza di una diaconia al femminile: un ministero irrilevante dal punto di vista sacramentale?
D
iakonia, diaconiae, diaconato: semantica e storia”
 
è stato il tema del 38° Incontro di 
Studiosi dell’antichità cristiana
 che si è tenuto nei giorni 7-9 maggio 2009 a Roma presso l’Istituto patristico Augustinianum.




A che serve il diacono (da Settimana)
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A CHE SERVE IL DIACONO?
“A che serve il diaconato?” È una domanda ricorrente, che include molte questioni teologiche e pastorali. Ne accenno solo alcune. In primo luogo, occorre ammettere la difficoltà di delineare con esattezza la “figura” teologico-pastorale del diacono: difficoltà da ricondurre non solo a forme
 
patologiche
 
di disinteresse od ostruzionismo, ma anche alla legge
 
fisiologica
 
del tempo: quarant’anni sono pochi per ricostruire la figura del diacono permanente, dopo un millennio di pratico abbandono. Nella teologia la teoria influenza la prassi, ma anche, viceversa, l’esperienza credente orienta la riflessione. Richiamare la funzione del tempo non significa però assumere un atteggiamento passivo; al contrario, implica un attivo coinvolgimento nell’opera dello Spirito per restituire alla chiesa l’interezza dei doni di cui l’ha dotata. Occorreranno prevedibilmente molti anni ancora di esperienze ministeriali, “luoghi” di spiritualità diaconale, occasioni di incontro e scambio, riflessioni continuamente limate dalla prassi, per poter definire bene il senso e la portata di questo carisma.


Cari diaconi non ci siamo ancora
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EDITORIALE DALLA RIVISTA: “PRESBITERI 38”  (2004) N. 4
Cari
 
diaconi,
non ci
 
siamo ancora
 
La rimozione non è solo un meccanismo di difesa del singolo. C’è una psicologia delle masse, dei
gruppi, 
ed anche questi 
 
laici o religiosi che siano 
 
possono reagire di fronte ad eventi conturbanti con una solenne “rimozione “. Quello che succede attorno al diaconato, a nostro parere, offre il fianco ad una simile chiave di let­tura. Nato più o meno 2000 anni fa, comprendente all’inizio uomini e donne, riservato poi ai soli maschi, disattivato da più di un millennio, riapparso (e lasciato cadere) nel desiderio del Concilio di Trento, riattivato dal Vaticano Il, quasi  sconosciuto ancora oggi nelle chiese non-occidentali, strumentalizzato e non compreso dalle chiese di vec­chia cristianità, questo sacramento forse turba più di quanto non ser­va, e dai pasticci pratici nascono riflessioni teologiche forse elabora­te ma incredibilmente contorte e perfino inutili. 


Il presbiterio diocesano e il diaconato permanente
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Commissione Presbiterale Italiana
(Roma, 27-28 settembre 2000)
Il presbiterio diocesano e il diaconato permanente
 
Specificità e rapporti possibili tra i due “
Ordines
 
Attuale contesto e prospettive d’interazione
 
[una questione di lessico?]
[un problema o una prospettiva di teologia sacramentaria?]
 
L’uso consolidato dell’aggettivo “permanente” accanto al sostantivo “Diacono” fa venire il legittimo sospetto che più che al ristabilimento autentico del diaconato, per una altrettanto autentica ricezione del Concilio, siamo ancora ad una accezione del diaconato come applicazione, a tempo indeterminato, del diaconato “transeunte” proprio dei presbiteri.


L’ordinazione come ingresso in un ordine
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L’ORDINAZIONE COME INGRESSO IN UN “ORDINE”
(libera traduzione da A. BORRAS e B. POTTIER, La grace du diaconat.
 
Questions actuelles autour du diaconat latin. Bruxelles 1998 pp. 106-115)
 
L’evoluzione della pratica ministeriale, a partire dall’alto medioevo, ha portato ad alcune rappresentazioni del clero diocesano “in esercizio”, in particolare dei preti, segnate dalla dimenticanza di una verità che veniva messa in luce dalle fonti liturgiche e patristiche e cioè che essere preti significava  entrare a far parte di un “corpo”, cioè entrare in un ordine. Questa concetto non è mai stato totalmente assente neppure nella descrizione che si faceva dell’episcopato, anche se questa ha avuto approfondimento con l’affermazione della collegialità nel Vaticano II°.








Perchè i diaconi non siano chierichettoni
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Una prima riflessione circa il servizio dei diaconi nelle parrocchie arriva dal diacono Ermanno Ballestracci di Pontassieve (FI). Il diacono Ermanno interviene a proposito del dibattito aperto su “Settimana” (periodico delle dehoniane) da don Giovanni Giovini e che ha il significativo titolo: “Li vogliono “chierichettoni” o diaconi davvero?”.


Diaconi in una Chiesa missionaria
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Conclusioni del seminario tenutosi ad Assisi dal 12 al 14 aprile 2005
Analisi di una ricerca e prospettive
 
 
La ricerca
 
Proprio per andare oltre le impressioni, il sentito dire, la stanchezza di alcune esperienze, è parso obbligatorio partire da un’indagine socio-pastorale, con una sua scientificità, ma da leggere in chiave pastorale, per andare oltre i luoghi comuni, enucleare i nodi problematici, le domande e orientare l’impegno della Chiesa nella direzione giusta (Villata).


Li vogliono “chierichettoni” o diaconi davvero?
Posted on  by admin
Cara Settimana, il dibattito sulla figura del diacono permanente continua, ed è naturale. A me sembra di trovare in parecchi articoli al riguardo una certa difficoltà a individuare lo specifico. Non basta infatti sfruttare il termine “diacono” o il verbo “diaconare”, per dire che il loro specifico e la loro vocazione-missione è quella, appunto, di servire nella chiesa e nella società a nome di Cristo re e servo. Infatti questo non è di ogni cristiano, dal papa all’ultimo fedele?













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