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Diaconi e famiglia nel quotidiano

Il Mio Contributo > 2008
Diaconi e famiglia nel quotidiano
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di Francesca Maria e Vincenzo TESTA
“Dormivo e sognavo che la vita era gioia. Mi svegliai e vidi che la vita era servizio. Volli servire e vidi che servire era gioia” Questa frase di Tagore fu donata a Vincenzo a conclusione di un campo di formazione per capi scout dell’Agesci. Correva l’anno 1992 e in quello stesso anno, il 12 aprile, muoveva i primi passi, nel nostro piccolo paese, Castelforte, poco meno di 5000 abitanti, il gruppo scout. Cinque anni più tardi, lo stesso 12 aprile, faceva il suo ingresso in diocesi Mons. Pier Luigi Mazzoni di cui abbiamo, da poco, festeggiato il 10° anniversario. Un anniversario che è coinciso con il 15° della fondazione del “nostro” gruppo scout e con il 100° della fondazione dello scoutismo. Una serie di date e di eventi che hanno preceduto la data del 28 aprile 2007, giorno nel quale il nostro Arcivescovo, Mons. Pier Luigi Mazzoni con la preghiera e l’imposizione delle mani ha consacrato Vincenzo diacono della Chiesa che è in Gaeta, insieme ad altri sette fratelli in Cristo.
Sono date che segnano momenti molto significativi, nella storia di una persona e che possiamo leggere come altrettante tappe di un cammino nel quale le attenzioni del Signore si sono fatte visibili e capaci di scuotere il torpore nel quale rischiamo di cadere ogni giorno.
E’ così che questi eventi hanno un unico filo conduttore costituito dall’amore e dalla carità del Signore che ci chiama, incessantemente, al servizio. E’ lui stesso che dice “Vi ho dato l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi” (Gv 13,15), versetto che insieme agli altri ordinandi è stato scelto per accompagnare l’immagine nella quale Gesù lava i piedi a Pietro.
Tutto sembra coincidere, tutto si muove all’interno di una logica precisa e lineare. Ora, aiutati dalla grazia di Dio e sostenuti dalla preghiera delle comunità siamo chiamati al servizio nella quotidianità per imitare Gesù Cristo e conformare la nostra vita al suo esempio.
E la famiglia? La famiglia nella costruzione di questo mosaico ha un ruolo fondamentale. Non c’è diacono sposato, infatti, senza aiuto della famiglia, non c’è servizio di famiglia senza amore per gli altri, cioè senza diaconia di famiglia.
Un grande ruolo hanno allora le spose chiamate a vivere responsabilmente una chiamata che tocca in profondità anche loro e segna i figli in modo profondo. Il dono dello Spirito, che è per tutti i battezzati, svolge in questo contesto un ruolo di raccordo che si esprime nella comunione dei gesti e nelle azioni quotidiane con una intensità di testimonianza che deve trasparire dalla concretezza della vita. Non è facile fare questa scelta e il diacono e la sua sposa prima di tutto, sono chiamati ad attingere la forza dal profumo che si sprigiona dalla Parola di Dio che è luce e guida sicura di tutti i cristiani.
Ma non basta. C’è anche il tempo dell’impegno nella vita quotidiana e del sostegno alle situazioni concrete per vivere l’esperienza del samaritano e toccare le piaghe del mondo per fasciare le ferite dei poveri. Senza questa dimensione di concretezza e di servizio tutto il resto rischia di restare nel vago e nell’indistinto. Ogni diacono saprà, quindi, con il sostegno e l’aiuto della sposa, realizzare il regno di Dio ogni giorno e mettere continuamente al centro Cristo e il suo esempio per dire con le parole e realizzare con i gesti la volontà di Dio.
Le comunità dove i diaconi presteranno il loro ministero sono così chiamate a sostenere con la preghiera e con la correzione fraterna il loro impegno comprendendo la fragilità umana che sempre ci accompagna e ci permette di vivere la dimensione profonda dell’umiltà. Una caratteristica dell’agire quotidiano che ci è stata intensamente raccomanda da Suor Maria Pia Giudici, guida della Comunità di San Biagio in Subiaco incontrata, come coppia, nel corso di una giornata di ritiro, qualche giorno prima dell’ordinazione. Altrettanto ha indicato, tra l’altro, il responsabile diocesano don Stefano Castaldi, vicario generale per il clero e il nostro Padre spirituale.
Vincenzo ha fatto il suo ingresso nella fraternità diaconale e speriamo di riuscire sempre a fare la volontà di Dio cercando di non cedere alle tentazioni dei desideri personali e degli inganni dell’egoismo. Per questo chiediamo a tutti le lettrici e i lettori de “Il Cenacolo” di pregare per tutti i diaconi della Chiesa e le loro spose, affinché possano sempre svolgere i compiti assegnati con lo spirito dei Servi fedeli.


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