Cosa fa il diacono - Comunità del Diaconato in Italia

Vai ai contenuti

Menu principale:

Cosa fa il diacono

IL DIACONO CHI È E CHE FA
Cosa fa il diacono: pratica e anima la Carità
Posted on  by admin
Centro per il Diaconato Permanente – Diocesi di Cesena-Sarsina
Catechesi sul Diaconato.
Scheda n° 5
 
Cosa fa il Diacono: pratica e anima la Carità
 
 
 
 
La carità è il ministero più tipico del diacono(NF n°9).
 
La prima carità dei diaconi è quella di servire in umiltà il popolo di Dio in nome di Cristo.
 
La loro autorità è servizio di carità e ha lo scopo di animare e di promuovere in tutti i membri della Chiesa la partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa.
 
Nel loro ministero di carità i diaconi devono conformarsi a Cristo-servo, che essi rappresentano e quindi “siano pieni di ogni virtù” e con l’esempio e la parola si adoperino affinché tutti i fedeli, seguendo il modello di Cristo, si pongano in costante servizio dei fratelli.
 
Le opere e le strutture di carità diocesane o parrocchiali (la Caritas, in particolare) possono essere consegnate , dal Vescovo e dai presbiteri, alla guida e alla responsabilità dei diaconi .
 
Anche il servizio di carità nell’area dell’educazione cristiana, l’animazione delle strutture pastorali adibite al tempo libero, il servizio ai gruppi ecclesiali giovanili e ai settori professionali laicali, la promozione della vita umana in ogni sua fase, la trasformazione del mondo secondo l’ordine cristiano, sono campi che possono essere affidati alla cura dei diaconi e nei quali il loro servizio è particolarmente prezioso e urgente.
 
I diaconi siano pronti a servire tutti senza discriminazioni, ma in particolare i più sofferenti e i peccatori per far sperimentare all’uomo l’amore di Dio, indurlo alla conversione e aprire il suo cuore alla grazia.
 
Tutti i diaconi siano pronti a mettere a disposizione della Chiesa le loro capacità umane e professionali. Alcuni di loro, anche in forza delle competenze professionali acquisite, possono essere chiamati ad esercitare in nome del Vescovo l’amministrazione dei beni e delle opere di carità della Chiesa.


Cosa fa il diacono: Serve all’Altare
Posted on  by admin
 Centro per il Diaconato Permanente – Diocesi di Cesena-Sarsina
Catechesi sul Diaconato.
Scheda n° 4
 
Cosa fa il Diacono: Serve all’Altare


Tutto il servizio diaconale (e non solo quindi quello liturgico) ha il suo punto di partenza e di arrivo nell’Eucarestia e non può esaurirsi in un semplice servizio sociale (Norme Fondamentali n°9)

Il Diacono santifica se stesso e il popolo di Dio innanzitutto con la preghiera (Liturgia delle Ore: soprattautto Lodi, Vespri, Compieta)) e la partecipazione frequente alla Messa e ai sacramenti. Può amministrare solennemente il Battesimo, conservare e distribuire l’Eucarestia, assistere e benedire il matrimonio, presiedere il rito funebre, amministrare i sacramentali.

Il suo servizio all’altare è di natura sacramentale e quindi “intrinseco, organico, inconfondibile” ed è perciò essenzialmente differente da qualsiasi altro ministero liturgico. “ Egli, da un lato, rappresenta effettivamente il popolo fedele e lo aiuta in modo specifico ad unire l’oblazione della sua vita all’offerta di Cristo; e dall’altro serve, a nome di Cristo stesso, a fare partecipe la Chiesa dei frutti del suo sacrificio” (Direttorio, 28).

Il diacono è intermediario tra colui che presiede e l’assemblea per favorire una partecipazione più piena del popolo di Dio e favorendo l’esercizio dei vari ministeri (Direttorio n° 28-29). Questa intermediazione si esprime soprattutto quando riceve l’offerta dell’assemblea per presentarla al presidente (diventando così interprete delle necessità e dei desideri della comunità cristiana) e nella distribuzione ai fedeli del corpo e sangue eucaristici.

Il ministero del Calice è lo specifico ministero del diacono fin dall’antichità. Quando il diacono alza il calice al momento della Dossologia, esprime la volontà di tutti i fedeli partecipanti di unire al Sacrificio di Cristo (di cui il calice è il segno specifico) l’intera vita della comunità cristiana e in particolare tutte quelle situazioni di dolore, di fatica, di croce che il diacono deve ben conoscere. Al momento della Comunione, poi, e gli beve e fa bere i fedeli al calice (quando questo è possibile e previsto) per esprimere, con una maggior pienezza di segno, la comunione al Sacrificio di Cristo. La comunione al calice inoltre sottolinea ancor più maggiormente lo stretto legame che c’è fra l’Eucarestia e il servizio della carità materiale e spirituale che in essa trova il suo fondamento e il suo compimento.

I diaconi si devono dare premura di sostenere il Gruppo Liturgico parrocchiale, di insegnare e guidare la preghiera, soprattutto la Liturgia delle Ore che non è mai azione privata ma sempre atto santificante di tutta la chiesa.

Ai diaconi può essere affidata la cura pastorale degli infermi attraverso le visite premurose agli ammalati, la catechesi in preparazione del Sacramento dell’Unzione , l’amministrazione, in assenza del sacerdote, del Viatico.

Cosa fa il diacono: Annuncia la Parola
Posted on  by admin
 
Centro per il Diaconato Permanente – Diocesi di Cesena-Sarsina
Catechesi sul Diaconato.
Scheda n° 3
 
Cosa fa il Diacono: Annuncia la Parola
 
Il Vescovo durante l’ordinazione consegna al Diacono il libro dei Vangeli e dice : “Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto annunciatore: credi sempre a ciò che proclami, insegna ciò che credi, vivi ciò che insegni”
 
Il diacono è chiamato quindi a
 
proclamare la Scrittura e istruire ed esortare il popolo
 
di Dio.Il suo annuncio deve essere fatto in modo autorevole, ma con quella umiltà che è propria di chi è ministro e non padrone della Parola.
 
Egli
 
proclama il Vangelo nella Messa
 
in modo solenne, cioè rispettando e attuando tutte le indicazioni rituali per aiutare l’assemblea a vivere l’ascolto del Vangelo come momento vertice di tutta la Liturgia della Parola. Può inoltre tenere
 
l’omelia
 
(col consenso del presbitero che presiede), dopo essersi preparato con cura. Propone, infine, ai fedeli le intenzioni della
 
preghiera dei fedeli
, facendo in modo di non sostituirsi ad essa ma di raccoglierne e interpretarne i bisogni alla luce della Parola che è stata poco prima proclamata.
 
Si prende a cuore
 
la catechesi
 
(soprattutto dei giovani e degli adulti) ed è di aiuto e di esempio ai catechisti, condividendo con il presbitero la responsabilità della formazione dei catechisti e degli altri ministeri istituiti e/o di fatto.
 
Trasmette la Parola nel suo
 
ambito professionale
 
sia con una parola esplicita sia ancor più con la sua testimonianza di vita. La sua condotta deve essere esemplare sia per la competenza, integrità e onestà professionale sia per la qualità dei rapporti e delle relazioni interpersonali. E’ suo dovere essere presente (più che in sacrestia!?) nei “nuovi areopaghi” della moderna società: associazioni, movimenti, scuola, università , mass-media, mondo della politica, della economia, del lavoro. Il diacono sia un esperto conoscitore e soprattutto testimone credibile della Dottrina sociale della Chiesa
 
I diaconi ricordino che la Chiesa è per natura sua missionaria: di questa chiesa essi sono ministri!
 
Siano quindi missionari
, nella misura e nel modo consentiti dai loro obblighi famigliari. Siano presenti quindi “in frontiera”, là dove i problemi e i bisogni sono più acuti e urgenti: l’emergenza educativa, il disagio giovanile, le problematiche legate alla difesa della vita e del matrimonio, la salvaguardia del creato, i gravi problemi sociali legati alla devianza e alla illegalità, alla malattia e alla vecchiaia, all’immigrazione, ecc. ecc.
 
Un ambito particolarmente consono alla predicazione diaconale sono
 
i piccoli gruppi
: nei quartieri, nelle zona di periferia, i gruppi di famiglie, i gruppi di ascolto della Parola, le piccole realtà parrocchiali senza parroco residente , ecc.ecc.
 
Il diacono può essere anche un valido collaboratore del prete nella preparazione delle famiglie che chiedono il Battesimo per i bambini piccoli, negli incontri per i fidanzati in preparazione al Matrimonio, nella formazione degli animatori dei gruppi-famiglia, nella guida delle Liturgie della Parola, nell’insegnare a fare la Lectio e a pregare con la Parola secondo la Liturgia delle Ore.
 
Ma va posta una particolare attenzione anche ai nuovi bisogni che si profilano all’orizzonte delle nostre realtà ecclesiali, sia a livello diocesano, sia a livello locale (parrocchie e unità pastorali) : la richiesta di un cammino di fede per catecumeni adulti, il rapporto e il confronto con altre religioni o fratelli di altre confessioni cristiane, l’annuncio e la proposta del Vangelo agli immigrati non cristiani e a coloro che si sono allontanati dalla fede

Cosa fa il diacono: indicazioni generali
Posted on  by admin
Centro per il Diaconato Permanente – Diocesi di Cesena-Sarsina
Catechesi sul Diaconato.
Scheda n° 2
 
Cosa fa il Diacono: indicazioni generali
 
Il diaconi 
non sono ordinati per presiedere
 l’Eucarestia e la comunità, ma per sostenere in questa presidenza il Vescovo e il presbiterio” (Orientamenti e Norme CEI n. 7). Il diacono in un certo senso prepara e prolunga l’azione santificante del sacerdote e del pastore.!
 
In quanto sono ordinati essi 
condividono il potere/servizio
 di insegnare, santificare, guidare il popolo di Dio, ma in totale e necessaria dipendenza dal Vescovo e in una speciale relazione di comunione con i presbiteri (n° 8 Norme Fondamentali 1998)
 
Normalmente i diaconi 
vivono del loro lavoro
 e, se sposati, hanno nella vita coniugale e familiare il loro primo ambito di evangelizzazione e di servizio.
 
I diaconi sono 
incardinati nella Chiesa particolare (la Diocesi
); questo comporta l’obbligo del servizio ministeriale (assegnato dal Vescovo) ad una concreta porzione di popolo di Dio, spesso una parrocchia o un servizio diocesano. La sua appartenenza ad una ben determinata comunità cristiana deve effettiva e profonda , spirituale e affettiva (non solo giuridica e canonica).
 
Il diacono vive ed agisce in “filiale rispetto e 
obbedienza” del Vescovo
 (Rito di ordinazione), avendo come modello Gesù, l’uomo obbediente per eccellenza. (Fil 2,5-11). La sua disponibilità a Dio e alla Chiesa deve essere totale.
 
Il suo stile di vita deve essere sobrio e semplice, sempre aperto al dono di sé e alla condivisione fraterna.
 
Il 
diacono sposato
 trova alimento spirituale e stimolo per il suo ministero nel sacramento del matrimonio. La sua famiglia deve essere un esempio di fedeltà e di indissolubilità del matrimonio cristiano e mostrare a tutti che le esigenze della famiglia e del lavoro possono ben armonizzarsi nel servizio della missione della Chiesa.(cfr. Scheda n.9: Il diacono sposato e la sua famiglia)
 
Il diacono è chiamato ad esercitare la 
triplice diaconia della Parola, dell’Eucarestia, della Carità,
 intimamente correlate tra loro poichè la Parola conduce al ministero dell’altare, il quale, a sua volta, spinge a tradurre la liturgia in vita, che sboccia nella carità. Il Vescovo però nel conferire l’ufficio valuterà attentamente sia le necessità pastorali che la situazione personale, familiare e professionale dei diaconi.
  • I modi , gli ambiti e i 
    modelli concreti del suo ministero
    possono ampiamente variare tenendo conto dei carismi dei singoli diaconi e dei bisogni della comunità. Ai diaconi è chiesta , nello Spirito Santo, la capacità di intuire, prevenire e rispondere con creatività ed efficacia alle urgenti e sempre nuove necessità degli uomini.
     
    Anche per questo i diaconi devono essere in prima linea nella nuova impostazione pastorale che la nostra Diocesi di Cesena Sarsina ha scelto e che riguarda le Unità Pastorali. Siano sempre disponibili a creare legami, a collaborare con tutti (presbiteri, diaconi, ministri istituiti, singoli fedeli), e a stimolare in tutti il superamento di anacronistici isolamenti e campanilismi per una comunione sempre più profonda e per l’attuazione di una pastorale il più possibile organica e integrata.
     
    In rapporto ai fedeli laici
    , il diacono non si sostituisce a loro in ciò che il sacerdozio battesimale richiede; anzi li stimola, li conforta, li aiuta. A loro volta i laici devono vedere nel diacono non semplicemente uno di loro ma, in forza del sacramento dell’ordine che egli ha ricevuto, riconoscere in lui un grande dono di Dio, un ministro di Cristo da stimare e onorare.
     
    Al diacono deve essere data la possibilità di svolgere in 
    pienezza il suo ministero
     (predicazione, liturgia, carità) e non deve essere relegato a impegni marginali, a funzioni meramente suppletive o a servizi che possono essere ordinariamente compiuti dai fedeli non ordinati.
     
     
    Fra i compiti irrinunciabili e più importanti di un diacono c’è certamente la cura della 
    propria vita spirituale e di preghiera e la formazione permanente
    . (cfr Scheda n. 8)
    Torna ai contenuti | Torna al menu